Scarabocchio e gioco

La psicologia del disegno infantile non andrebbe mai intesa come una serie di indicazioni certe e valide per tutti in maniera necessaria, ed è per questo che è consigliato lasciarne l’interpretazione a un esperto, in associazione con altre informazioni. L’approccio teorico adottato per la stesura di questi articoli è la prospettiva estetico-dinamica e i contenuti nascono dall’unione di studio ed esperienza diretta.

Lo scarabocchio, in oltre un secolo di studi, si è progressivamente caricato di molti valori: espressivo, creativo, proiettivo, artistico, affettivo. In ogni caso, è innegabile che il disegno per il bambino racchiuda in sé, in tutte le sue fasi, una componente ludica. D’altra parte per lui disegnare è un’attività naturale, come lo è il gioco. Un bambino che scarabocchia è, in primo luogo, un bambino che gioca e che, pertanto, sta facendo attività creativa. E creare è una delle inclinazioni più naturali dell’uomo, l’istinto primordiale della vita.

Sono molti gli studiosi in ambito psicologico che hanno evidenziato analogie tra il disegno e il gioco (Oliverio Ferraris, Quaglia, Saglione, Medioli Cavara, giusto per citare alcuni autori della mia formazione) e tutti sembrano concordare su un punto fondamentale: l’importanza comunicativa di entrambe le attività. Sia il gioco sia lo scarabocchio dimostrano infatti di offrire al bambino la possibilità di raccontare anche ciò che le parole talvolta non consentono di esprimere e di comprendere la realtà circostante rielaborando e consolidando ricordi e vissuti.

Grazie all’immaginazione, i bimbi possono riproporre esperienze in corso o passate e manifestare le emozioni ad esse associate; tanto l’espressione artistica quanto quella ludica permettono di calarsi non solo in situazioni sperimentate in prima persona, ma anche in ruoli che hanno visto impersonare da altri, cominciando così a confrontarsi consciamente o inconsciamente con i problemi che esistono e che si originano nell’interazione interpersonale.

 

la tata maschio

 

 

lorenzo naiaLorenzo Naia @latatamaschio

Dopo una laurea in psicologia e una vita da – come piace dire a me – tata maschio, oggi continuo a occuparmi di infanzia, attraverso le parole. Sono autore per bambini e ragazzi, creative director per progetti family friendly e contributor per portali web e riviste. Racconto il mio punto di vista su www.latatamaschio.it e la mia icona di stile rimane sempre Mrs. Doubtfire!

 

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