La dermatite seborroica o “crosta lattea”

Nei primi 3-4 mesi di vita si manifesta in 1 neonato su 3

 

Più correttamente definita come dermatite seborroica, la “crosta lattea” è una condizione clinica parafisiologica che si manifesta nei primi 3-4 mesi di vita ed interessa circa il 30% dei neonati. Essa è determinata dall’aumento dell’attività degli ormoni androgeni, trasmessi per via transplacentare dalla mamma al feto; l’azione di questi ormoni sulla pelle si esaurisce peraltro entro il terzo mese di vita e ciò comporta che tutte quelle manifestazioni cutanee che, seppur simili all’apparenza, si dovessero manifestare nei periodi successivi, devono essere riconsiderate dal punto di vista diagnostico.

 

È stato anche ipotizzato un alterato equilibrio tra la cute del lattante (caratterizzata da una immaturità dei processi di rigenerazione), la Candida albicans ed Pityrosporum orbicolare, rispettivamente un fungo ed un lievito, normalmente presenti sulla cute. La forma più classica di dermatite seborroica è certamente quella localizzata al cuoio capelluto, con estensione variabile da poche aree all’intero capillizio. Clinicamente si manifesta con la comparsa di squamo-croste giallognole che si sovrappongono ad una cute più o meno arrossata; caratteristicamente queste lesioni emanano un intenso odore di rancido, legato proprio all’abbondante presenza di sebo. Possono essere interessate anche altre zone del corpo, quali il viso (arcate sopraccigliari, guance, fronte), le pieghe e, in alcuni casi, quasi tutti i distretti cutanei. Può accompagnarsi a prurito. È evidente che in questa situazione la diagnosi è più difficile e deve essere demandata allo specialista.

 

Non tutti gli autori sono peraltro concordi nel considerare la dermatite seborroica come un’entità clinica autonoma e molti tendono a considerarla come una tappa intermedia della dermatite atopica o della malattia psoriasica, soprattutto in quei casi nei quali esiste una familiarità per tale patologia. Ciò è tanto più verosimile, quanto più le manifestazioni cliniche tendono a protrarsi oltre i termini precedentemente definiti ed interessano più aree cutanee. Certamente è da sfatare, come invece per troppi anni ha suggerito il termine “crosta lattea”, che tale situazione clinica sia in qualche modo legata ad un’allergia alle proteine del latte vaccino.

 

Il trattamento della dermatite seborroica è essenzialmente locale, tenendo sempre presente il fatto che tende a regredire spontaneamente dopo il quarto mese di vita. È importante ammorbidire le crosticine utilizzando delle soluzioni oleose (esistono ottimi preparati con oli vegetali e Vit. E) da applicare delicatamente con un batuffolo di cotone o una garza; può essere utile l’utilizzo di un pettinino con punte arrotondate per asportare le squame una volta ammorbidite ed è necessario lavare bene i capelli con uno shampoo a base oleosa (sempre per favorire l’ammorbidimento ed il successivo distacco delle squamette). Volendo utilizzare prodotti naturali, si può ricorrere all’olio di mandorle dolci (ottenuto dalla spremitura a freddo dei frutti), che ha azione antiossidante ed emolliente, oppure agli estratti di camomilla, per la loro attività lenitiva, antimicrobica ed antinfiammatoria, o ancora agli estratti di melissa, per le loro proprietà antibatteriche, antimicotiche ed antiossidanti. Tutti questi prodotti devono essere applicati localmente e devono essere correttamente titolati secondo Farmacopea (devono quindi contenere una concentrazione stabilita di uno specifico principio attivo, indicato appunto nelle Farmacopee Ufficiali di riferimento).

 

Devono in ogni caso essere evitati trattamenti “aggressivi” con farmaci sistemici, così come diete di esclusione le quali, oltre a non aver alcun razionale scientifico, rischiano di causare importanti deficit nutrizionali in una fase della vita che vede il massimo sviluppo dell’organismo. Situazioni che presentano complicanze infettive (sia batteriche che micotiche) o hanno un’ampia estensione devono essere valutate e trattate dal pediatra con l’eventuale supporto dello specialista dermatologo, sia a scopo diagnostico che terapeutico.

 

 


 

Dr_Domenico_Careddu

Dr. Domenico Careddu

Medico Chirurgo, specialista in Pediatria

Specialista in idrologia medica

Master di II livello in fitoterapia

Master di II livello in neonatologia

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