Per stimare la data presunta del parto, e per controllare l’accrescimento del feto, il calcolo delle settimane di gravidanza è fondamentale.

La maggior parte delle gravidanze dura 40 settimane (280 giorni), calcolate a partire dal giorno d’inizio dell’ultima mestruazione: non si parla dunque di nove mesi come da credenza comune, bensì di dieci mesi lunari.

Ma come si effettua il calcolo delle settimane di gravidanza, e perché si utilizza proprio questa modalità di calcolo?

Quando inizia la gravidanza

La gravidanza comincia con la fecondazione. Tuttavia, il calcolo delle settimane comincia col primo giorno dell’ultima mestruazione: la data presunta del parto viene fissata 280 giorni dopo la data così individuata. Perché il calcolo viene effettuato in settimane? Perché hanno tutte 7 giorni, mentre i mesi hanno una durata variabile.

Ovviamente, per via di questo calcolo, c’è una differenza tra l’età concezionale e l’età gestazionale. La prima viene conteggiata a partire dal giorno del presunto concepimento, la seconda dal giorno dell’ultima mestruazione.

Come effettuare il calcolo delle settimane di gravidanza

Per effettuare il calcolo delle settimane di gravidanza è necessario considerare il giorno in cui è cominciata l’ultima mestruazione. In questo modo si otterrà la data presunta del parto, ma si potranno anche calcolare i mesi:

  • primo mese: dal giorno della mestruazione a 4 settimane + 3 giorni;
  • secondo mese: da 4 settimane + 4 giorni a 8 settimane + 5 giorni;
  • terzo mese: da 8 settimane + 6 giorni a 13 settimane + 1 giorno;
  • quarto mese: da 13 settimane + 2 giorni a 17 settimane + 4 giorni;
  • quinto mese: da 17 settimane + 5 giorni a 21 settimane + 6 giorni;
  • sesto mese: da 22 settimane + 0 giorni a 26 settimane + 2 giorni;
  • settimo mese: da 26 settimane + 3 giorni a 30 settimane + 4 giorni;
  • ottavo mese: da 30 settimane + 5 giorni a 35 settimane;
  • nono mese: da 35 settimane + 1 giorno a 40 settimane.

A quante settimane si partorisce, dunque? Sebbene la gravidanza duri normalmente 40 settimane, è probabile che il parto avvenga prima oppure dopo. A partire dalla 37esima settimana completa di gestazione e fino alla 41esima, si parla di situazioni normali: prima della 37esima settimana si parla invece di parto pre-termine, a partire dalla 42esima si parla invece di parto post-termine.

I limiti del calcolo delle settimane

Il calcolo delle settimane, tuttavia, presenta dei limiti: talvolta non si conosce la data dell’ultima mestruazione, i cicli sono molto irregolari, la fecondazione è avvenuta durante un periodo di amenorrea e così via. Ecco perché, spesso, vengono effettuate delle correzioni della data presunta del parto.

Molto utile in tal senso si rivela l’ecografia del primo trimestre, che consente d’osservare la camera gestazionale e le dimensioni dell'embrione: in questo modo il ginecologo può confermare oppure aggiustare la stima iniziale, ri-datando la gravidanza con un margine d’errore ridotto (non superiore ai 3 giorni). Il periodo migliore in cui eseguirla è tra la sesta e la decima settimana di gravidanza.

Perché calcolare le settimane di gravidanza in modo corretto è importante? Perché, prendendo a riferimento i parametri della specifica settimana, è possibile verificare che il feto cresca senza anomalie. E perché, ogni settimana, prevede specifici controlli a cui la futura mamma deve sottoporsi.

Quando effettuare il test di gravidanza

Quando effettuare il test di gravidanza, quindi? Se il tuo ciclo è regolare, e ha una durata di 28 giorni, puoi effettuare il test di gravidanza a partire dal primo giorno di ritardo (7 giorni dopo l’annidamento nell’utero dell’uovo fecondato, e 14 giorni dopo il concepimento). Per una maggiore affidabilità del test, tuttavia, è consigliabile aspettare 5 o 6 giorni dopo il ritardo (quando l’attendibilità passa dal 90% al 99%).

Molti ginecologi prescrivono inoltre le beta-HCG, un semplice prelievo di sangue che consente di rilevare la gonadotropina corionica umana 7-10 giorni dopo il concepimento, con un’affidabilità del 100%.