Perché questo problema è così diffuso? Quali sono le cause che portano la pelle ad arrossarsi così frequentemente e intensamente nella zona del pannolino? È vero che l’arrossamento da pannolino è anche doloroso?

Cerchiamo di rispondere a queste domande raccontando cosa ha scoperto il centro di ricerca e sviluppo di Laboratoires Expanscience sulla pelle del neonato della zona del pannolino negli ultimi anni.

È noto che sulla barriera cutanea in costruzione, ovvero la pelle del neonato, l’urina favorisca la proliferazione di microrganismi. È quindi necessario rinforzare e proteggere la barriera cutanea dalle aggressioni degli agenti esterni.

La novità che non tutti conoscono è che, tra gli 0 ed i 2 anni, esiste un'infiammazione non visibile che è pronta a comparire molto rapidamente a seguito anche di piccoli stimoli. Per questo motivo è fondamentale poter disporre di un prodotto che limiti i meccanismi cellulari che sostengono l’infiammazione.

Allo stesso tempo è necessario però anche proteggere e preservare il capitale cellulare staminale dell’epidermide, perché è stato dimostrato essere particolarmente vulnerabile alle aggressioni esterne tra gli 0-2 anni.

Infine, durante questi processi infiammatori, vengono attivati alcuni neurotrasmettitori associati alla sensazione di calore e dolore nella parte infiammata.

Quali sono dunque le caratteristiche che una buona pasta per il cambio deve avere per poter essere efficace nella prevenzione e nella cura dell’arrossamento da pannolino?

Per semplicità li elencheremo, così potremo scoprire se la pasta per il cambio che abbiamo in casa è adeguata, oppure se possiamo fare una scelta migliore nel prossimo acquisto. Non dimentichiamoci che esistono sul mercato prodotti in grado di prevenire, ma contemporaneamente anche di curare l’arrossamento da pannolino.

Ecco le caratteristiche che dobbiamo cercare:

  1. Il prodotto deve agire su tutte le cause dell’eritema da pannolino, ma può essere efficace anche per l’uso quotidiano, in assenza di arrossamento.

  1. Meglio scegliere un prodotto brevettato o con un complesso di principi attivi naturali brevettati per
    1. rafforzare la barriera cutanea
    2. preservare le cellule staminali epidermiche
    3. inibire l’infiammazione
    4. ristrutturare la barriera cutanea con l’apporto di nuovi lipidi.

  1. L’ossido di zinco, presente in quasi tutte le paste per il cambio, svolge un’azione anti-enzimatica contro gli enzimi (proteine presenti in feci e urine) che aggrediscono l’epidermide. Non esageriamo sulla quantità, per evitare che abbia un effetto occlusivo: per una buona azione barriera è sufficiente il 10%!

  1. L’efficacia di alcuni prodotti è testata anche attraverso studi clinici condotti sotto controllo dermatologico e pediatrico in condizioni di reale utilizzo su bambini anche molto piccoli: puntiamo a prodotti di questo tipo.

  1. Meglio se la tollerabilità sia provata da studi clinici anche per l’uso quotidiano, grazie ad una formulazione ipoallergenica, senza profumo, conservanti e con attivi estratti con un processo di approvvigionamento etico e responsabile.

Non dimentichiamoci però che anche la texture ha la sua importanza! Deve essere piacevole e facile da spalmare e pertanto deve soddisfare i seguenti punti:

  • Odore piacevole nonostante l’assenza di profumo.
  • Texture protettiva, ma non occlusiva.
  • Facile stendibilità.
  • Ottima tenuta tra un cambio e l’altro, pur essendo facile da rimuovere.
  • Le mani si possono pulire facilmente dopo l’uso.
  • La confezione deve essere pratica da usare.

Quindi non scoraggiamoci, esistono tante paste per il cambio sul mercato, ma poche hanno in sé tutte le caratteristiche sopra esposte, quindi armiamoci di pazienza e studiamo la soluzione migliore per i nostri figli: ne va della loro salute!

Per saperne di più, ti invitiamo a visitare la nostra pagina web https://www.mustela.it/consigli/pelle-bambino/cambio, dove scoprirai consigli utili per prevenire questo problema.