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Come insegnare ai bambini a non sprecare il cibo

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Come insegnare ai bambini a non sprecare il cibo
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Fa quasi male a dirlo. Secondo l'ultimo report diramato dal "Waste Watcher International Observatory on Food and Sustainability", nel 2020 ciascuno di noi ha sprecato ben 27 kg di cibo a testa.

Si può fare meglio, soprattutto se cominciamo a dare il buon esempio ai nostri figli. Insegnare ai bambini a non sprecare cibo significa anche garantir loro un futuro più roseo, all'insegna della giustizia sociale e del rispetto dell’ambiente. Combattere lo spreco di cibo è una virtù che infatti genera molti altri cambiamenti positivi nella società: significa contrastare la povertà, evitare lo spreco di denaro e agire attivamente contro i cambiamenti climatici; ricordiamo, infatti, che la produzione di cibo ha un impatto significativo sulle emissioni inquinanti in atmosfera.

Perché educare le nuove generazioni a combattere lo spreco di cibo?

La situazione, com'è facile immaginare, non è uguale in tutto il pianeta. Se nel nord del mondo (ovvero nei cosiddetti paesi sviluppati) si produce molto più di quel che si consuma buttando via l'eccedenza, nel sud del mondo è molto faticoso mettere insieme anche un solo pasto al giorno. Inutile dire che lo spreco alimentare è un problema dai molteplici risvolti: è infatti una questione etica, economica e anche ambientale. Imparare fin da piccoli a consumare tutto ciò che si compra e, soprattutto, a non acquistare più del necessario significa diventare adulti empatici che hanno a cuore le sorti dell'umanità e dell'ambiente in generale.

Identikit dello spreco alimentare

Ma quali sono gli alimenti che vengono sprecati di più? Secondo il report di Waste Watcher la frutta è in cima alla classifica dei cibi più sprecati, seguiti da verdura e pane fresco. I motivi per i quali finiscono nella spazzatura sono molto vari: fanno parte dei cosiddetti "pasti non consumati" (ovvero si tratta cibo comprato per un'occasione poi non celebrata), sono alimenti vicini alla data di scadenza, con difetti estetici, leggermente danneggiati (ma ancora edibili) o venduti in confezioni fallate. Agire su ognuno di questi aspetti significa evitare di sprecare inutilmente ciò che potrebbe essere messo ancora in tavola. Ma come spiegare un concetto così difficile ai bambini? Qui di seguito qualche consiglio.

Fai il menù settimanale contro lo spreco di cibo

Se i bambini sono già grandicelli è possibile istituire con loro un momento della settimana durante il quale decidere cosa portare in tavola nei giorni successivi: avere un planning definito ci porterà ad acquistare esclusivamente solo ciò di cui abbiamo bisogno per preparare i piatti da portare in tavola. In questo modo si eviterà di comprare alimenti che, rimasti inutilizzati in frigorifero, finiranno per essere gettati nella spazzatura.

Insegnare ai bambini a mangiare gli avanzi

E' lecito non voler finire quello che è presente nel piatto, ma è altrettanto lecito mangiarlo al pasto successivo. Che sia per inappetenza o per un piatto troppo abbondante, tutto ciò che viene avanzato non deve essere assolutamente considerato un rifiuto, ma solo parte integrante di ciò che finirà nuovamente in tavola. Questa buona abitudine può stimolare la creatività di mamma e papà nel dare una nuova veste a una pietanza già proposta, nell'ottica del riutilizzo virtuoso degli avanzi. E il virtuosismo dei genitori diventa immediatamente un buon esempio per i bambini che, ricordiamo, apprendono per diretta imitazione della cerchia sociale in cui vivono.

Il gioco dello svuotafrigo

Spesso il frigorifero rimane semi vuoto con alimenti che sembrano non c'entrare nulla l'uno con l'altro. Come unire dei ceci in scatola a degli sparuti avanzi di zucca già cotta? E cosa fare di quelle poche foglie di cavolo nero che sono rimaste solitarie nel cassetto della verdura?

Dare il buon esempio ai bambini significa anche riuscire a realizzare un pasto con le poche cose che si hanno in frigo: ceci e zucca possono diventare un gustoso hummus arancione, e le foglie di cavolo nero, una volta cotte, possono diventare l'involucro di invitanti involtini con ripieno di patate e formaggio. Facile no? Anche i bambini possono essere coinvolti in questo gioco creativo che, statene certi, aiuterà inoltre a sviluppare il loro problem solving.

Riordinare la dispensa tutti insieme

A volte, semplicemente, ci si dimentica di avere in dispensa determinati alimenti. E accorgersene significa spesso fare i conti con la data di scadenza. Ecco perché sarebbe bene riordinare periodicamente credenza e dispensa, facendosi aiutare dai piccoli di casa. Se i vostri figli vanno già a scuola potranno aiutarvi a catalogare le scorte di cibo e a "rendere più visibili" gli alimenti vicini alla data di scadenza indicati in etichetta: in questo modo potrete ricordarvi di consumarli prima degli altri evitando così che finiscano malamente nella spazzatura.

Insomma, combattere lo spreco alimentare significa consumare in modo più consapevole coinvolgendo tutta la famiglia, bambini compresi. E i più piccoli avranno molto da imparare da questi comportamenti virtuosi che, ne siamo certi, metteranno in pratica automaticamente quando diventeranno a loro volta adulti. Facile no?