I nevi sono molto comuni nei bambini: li presenta il 15-30% dei bimbi d’origine caucasica e il 5-10% dei bimbi africani, asiatici e americani nativi. I fattori predisponenti per la loro comparsa sono: l'ereditarietà, l'esposizione al sole e il fototipo (è molto più facile che compaiano nei bimbi con pelle chiara e capelli scuri).

Ma come si controllano i nei dei bambini, e quando è necessario rivolgersi ad uno specialista?

Nei bambini, le tipologie

Negli adulti come nei bambini, i nei possono essere piatti o lievemente in rilievo.

Nel corso della vita i nidi di melanociti migrano gradualmente dalla giunzione dermo-epidermica al derma. Ciò comporta un’evoluzione dei nevi piatti regolari di colore marrone-nero tipici dei neonati, che diventano prima papule brunastre e poi lesioni cupoliformi color carne. Questa evoluzione non sempre avviene, ma dimostra come il cambiamento dei nevi nei bambini, nella maggior parte dei casi, sia fisiologico e non debba preoccupare.

I nevi congeniti (NMC) si dividono in base alla taglia, cioè al diametro massimo raggiunto in età adulta: i nei piccoli hanno un diametro inferiore a 1.5 cm, i nei intermedi hanno un diametro compreso tra 1.5 e 20 cm, i nei grandi hanno un diametro superiore ai 20 cm. I nevi possono essere lisci e morbidi all'inizio e successivamente evolversi: possono comparire grossolani peli scuri (ipertricosi), o diventare verrucosi (ruvidi e spessi).

Nei, quando rivolgersi al medico

Quando, controllando la pelle di un bambino e accorgendosi di un neo, bisogna rivolgersi al pediatra? È necessario farlo in presenza di ulcerazioni, di aree che non si rimarginano all'interno dei nevi al di fuori del periodo neonatale e di noduli di proliferazione sulla superficie: tutti segni di trasformazione, questi, che è bene che vengano valutate da uno specialista (il pediatra, al bisogno, indirizzerà i genitori da un dermatologo).

Tuttavia, il melanoma in età pediatrica è raro: l'incidenza nei soggetti minori di 21 anni è di 5-6 per milione.

Il rischio di insorgenza di melanoma per nevi piccoli e intermedi è di circa l’1% e generalmente riguarda il periodo successivo all'adolescenza, mentre nei nevi grandi varia dal 2 al 5%, interessando nel 50% dei casi i soggetti dai 5 anni in su. Il rischio di trasformazione maligna di un nevo melanocitico acquisito è di circa 1 su 10000, mentre più del 50% dei melanomi compare ex novo (cioè dove non c'era alcun nevo).

Sono particolarmente a rischio di sviluppare un melanoma i soggetti con:

  • oltre 50 nevi acquisiti;
  • nevi acquisiti atipici;
  • familiarità per melanoma;
  • esposizione eccessiva ai raggi UV;
  • fototipo chiaro;
  • immunosoppressione;
  • alcune rare genodermatosi, come lo xeroderma pigmentosum, che rendono più suscettibile la cute all'insorgenza di tumori della pelle.

Come controllare la pelle dei bambini

Lo strumento di valutazione dei nevi è il dermatoscopio, strumento manuale non invasivo che permette di visualizzare a maggiore ingrandimento architettura, margini, distribuzione del pigmento, strutture melanocitarie ed eventuali strutture vascolari del nevo. Vi sono poi strumenti più sofisticati come l'epilumiscenza digitalizzata che consente di vedere i nevi a ingrandimento maggiore e, soprattutto, di memorizzarne l'immagine nel PC, consentendo di valutare eventuali modificazioni ai controlli successivi. Queste metodiche non invasive consentono in modo assolutamente indolore di valutare caratteristiche non visibili ad occhio nudo, che hanno un corrispettivo istologico di benignità o malignità, valutabile dal dermatologo, e di evitare l'asportazione chirurgica o perlomeno di limitarla a casi ben selezionati.

Per un'efficace prevenzione il pediatra ha un ruolo fondamentale di filtro e selezione dei bambini da inviare al dermatologo, ma anche i genitori devono essere informati su quali sono le caratteristiche a cui fare attenzione. Generalmente chi ha nei acquisiti (cioè non congeniti) tende a svilupparne degli altri dall’aspetto simile, mentre quelli che sembrano molto diversi devono insospettire (è il cosiddetto “segno del brutto anatroccolo”).

Ecco dunque che, controllando la pelle dei bambini, è necessario seguire la regola dell’ABCDE per individuare nevi sospetti:

  • A (Asimmetria): le due metà del neo non sono uguali;
  • B (Bordi): bordi irregolari;
  • C (Colore): il colore del nevo si modifica con la comparsa di aree grigio-bluastre, nerastre o, in alcune zone, il pigmento tende a scomparire creando aree biancastre;
  • D (Dimensioni): diametro maggiore di 6 mm;
  • E (Evoluzione): un nevo compare improvvisamente oppure un nevo già esistente si modifica rapidamente di dimensioni, forma, colore, comincia a sanguinare o a dare una sensazione di bruciore/prurito.

Le indicazioni per lo specialista

Se i genitori devono esaminare la pelle dei bambini con attenzione, per individuare eventuali cambiamenti nei loro nei, lo specialista deve tener presente che - secondo i dati della letteratura - spesso il melanoma pediatrico si presenta nodulare, con aree amelanotiche (non pigmentate). Il suo aspetto clinico può inoltre simulare quello di lesioni non melanocitarie (che cioè non sono nei).

Questo ha indotto a modificare i criteri di valutazione dei nevi per la popolazione pediatrica, prendendo in considerazione i seguenti aspetti:

  • A: amelanotico;
  • B: sanguinamento e sporgenza del nevo;
  • C: colore uniforme;
  • D: diametro variabile e comparsa de novo.

È ancora molto comune l'idea che i nei che compaiono sulle mani e sui piedi siano da asportare, ma non è mai stato dimostrato il legame tra la trasformazione maligna di un nevo e il traumatismo cronico tipico di queste sedi. Oggi si preferisce dunque monitorarli nel tempo, riservando l'asportazione ai soli nei con aspetto irregolare o atipico alla dermoscopia.

Tra i nevi a cui prestare particolare attenzione ci sono il nevo di Spitz per la diagnosi differenziale con il melanoma e i nevi congeniti giganti (rarissimi), essendo più a rischio di evoluzione in melanoma. Il nevo di Spitz è un nevo benigno a rapida crescita, che spesso si presenta nei bambini come una lesione papulosa di piccole dimensioni e di colorito rossastro, localizzata soprattutto sul volto. Riguardo ai nevi congeniti giganti, è necessario un continuo monitoraggio per valutare eventuali cambiamenti.

Molte famiglie preferiscono un approccio chirurgico per motivi estetici, che nel caso di lesioni molto grandi richiede più interventi. La rimozione di ogni singolo nevocita è però spesso impossibile, motivo per cui diventa fondamentale continuare il periodico follow up anche successivamente. Inoltre, nei bambini piccoli, è necessario effettuare tali interventi in anestesia generale: se possibile si preferisce dunque aspettare che giungano ad un'età in cui sono abbastanza collaborativi da poter optare per l’anestesia locale. In caso di nevo congenito gigante o di multipli nevi congeniti piccoli e intermedi va effettuato anche un follow up neurologico per escludere una melanosi neurocutanea e un disrafismo spinale.

In conclusione, nella maggioranza dei casi le lesioni melanocitarie dei bambini sono benigne e facilmente gestibili nella pratica clinica.

Quando iniziare un controllo dermatologico? Sebbene non vi sia un'età definita, si consiglia di iniziare i controlli durante la pubertà, tenendo presente che la prevenzione comprende:

  • un'appropriata fotoprotezione;
  • evitare le scottature solari e l'esposizione al sole intensa e intermittente;
  • l'autocontrollo;
  • la periodica osservazione clinica da parte del pediatra.