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Insegnare a parlare ai bambini

Aggiornato il 16 Novembre 2022

Insegnare a parlare ai bambini

Il tutto è avvenuto in modo spontaneo ed è stato emozionante e divertente, con scoperte continue, termini nuovi inventati quotidianamente e progressi pazzeschi giorni dopo giorno. E, in quello che a me è sembrato un battito di ciglia, siamo passati da poche parole alle prime frasi complete.

 

Col senno di poi, pur nella mia totale inesperienza, credo che alcuni accorgimenti adottati spontaneamente abbiano facilitato il compito a mia figlia aiutandola a raggiungere in breve una sicurezza verbale di tutto rispetto.

 

Fra poco sarà tempo di affrontare nuovamente questa splendida fase con la piccolina di casa, dalla lallazione alle prime paroline. Confesso che sono già piuttosto impaziente di scoprire quale sarà la sua prima parola, che suono avrà la sua vocina, quali vocaboli inventerà (con la mia prima bambina ammetto che questa era la parte più divertente). 

 

Ma se l'esperienza insegna, questa volta vorrei mettere in pratica qualche piccola accortezza in più o, per lo meno, essere più presente e consapevole in questo bellissimo viaggio.

 

Ovviamente non c'è modo migliore che parlare (tanto e correttamente) con un bambino per stimolare l'apprendimento del linguaggio. Oltre a questo ci sono dei piccoli accorgimenti per insegnare a un bambino a parlare che vale la pena prendere in considerazione.

- I bambini piccoli ispirano un linguaggio ciccipuccettoso, c'è poco da fare, e resistere non è certo facile. Siamo stati tutti colti da un impeto di "bubucettete" di fronte a delle guanciotte mordicchiose. Non c'è niente di male, purché ci si sappia moderare quando il piccolo inizierà a pronunciare le sue prime parole, per evitare che imiti questo modo di parlare.

 

- Ok ai nomi di fantasia per indicare, ad esempio, le parti intime dei vostri piccolini o le loro regali evacuazioni. Anche qui, però, vale la pena non esagerare e non protrarre troppo a lungo l'utilizzo di questi termini. Lo stesso vale per tutti i vezzeggiativi che vi verranno in mente ispirati dalle rotondità sante dei vostri angioletti. Ho sentito mamme al parchetto rivolgersi ai propri figli più che decenni chiedendogli se volessero ancora un po' di "buba" indicando la bottiglietta dell'acqua. E no. Non ci sta!

 

- Stimolate la proprietà di linguaggio del vostro piccolo sin dalle prime parole. Quando sbaglia ripetete sempre il vocabolo corretto e mai quello sbagliato, per non rafforzare l'errore.

 

- Desistete dal ripetere e dall'utilizzare frequentemente i vocaboli coniati dai vostri bambini anche se, ammettiamolo, alcuni sono davvero irresistibili.

 

- Cercate di evitare al bambino un'eccessiva frustrazione ma non incentivatene la pigrizia. Se vuole bere, mangiare, fare pipì, è giusto che provi ad esprimere queste esigenze con le capacità che ha acquisito. Rispondere a versi o parole incomprensibili a chiunque altro (anche quando vi sentite la migliore delle madri perché voi, invece, avete capito) non aiuterà vostro figlio a progredire nel linguaggio e potrebbe invece rafforzare la sua pigrizia (perché sforzarsi se mamma capisce anche da una semplice smorfia?)

 

- Ripetete quotidianamente i nomi delle cose che vi circondano mostrandole al piccolo perché associ il suono all'immagine. Questo può diventare anche un bellissimo gioco da fare insieme.

 

Ma soprattutto: pretendete che tutti quelli che si occupano del vostro bambino (tate, nonni, zii) rispettino queste semplici regole!

 

Lo strumento che per me si è rivelato più utile con la mia prima bambina, dalla lallazione in poi, sono stati di sicuro i libri. Leggere per lei, guardare insieme le figure ripetendo ad alta voce le parole, imparare filastrocche e canzoncine, sono stati un validissimo aiuto per consentirle di creare e ampliare poco a poco il suo vocabolario.

 

Quello che dovete tenere sempre presente è che ogni bambino ha i suoi tempi e che questi vanno rispettati. Non abbiate fretta e godetevi il momento. Collezionerete ricordi indimenticabili, ve lo assicuro!

 

 


    

Valeria Campana - Robedamamma

 

Mi chiamo Valeria e sono la mamma di Alessia, sette anni, e Francesca che è arrivata nelle nostre vite da pochissimi giorni. Diventare mamma è stato per me un dono immenso che mi ha permesso di scoprire una parte di me che non conoscevo.Mi dicono che io sia una mamma un po' distratta ma anche buffa e divertente. Tutto sommato non mi pare troppo male! La mia passione più grande è scrivere e cerco di coltivare questo desiderio con dedizione ogni giorno da anni. Sono autrice di racconti per adulti pubblicati in diverse antologie di autori vari e sto lavorando alla stesura del mio primo romanzo.

La vita da mamma la racconto sul mio blog Robedamamma grazie al quale ho potuto avviare diverse collaborazioni tra le quali quella con Blogmamma.