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Come curare l’acetone nei bambini

Aggiornato il 27 Ottobre 2022

Come curare l’acetone nei bambini

L'acetone è un disturbo metabolico che interviene quando l'organismo, per far fronte alle proprie necessità energetiche, dopo aver bruciato tutti gli zuccheri a disposizione, comincia a bruciare anche i grassi e durante questo processo si formano delle sostanze chiamate corpi chetonici, che finiscono sia nelle vie aeree che nelle urine, emanando il loro inconfondibile odore di acetone, simile a quello della frutta matura. Si determina cioè la produzione da parte del fegato di tre acidi, detti corpi chetonici: l'acetone appunto (da cui prende il nome il quadro clinico), l'acido acetoacetico e l'acido beta-idrossibutirrico. Si tratta per lo più di un disturbo passeggero e a breve risoluzione. 

 

L’acetone è una situazione più frequente tra i 3 e i 6 anni di vita e si risolve spontaneamente con l'età. Tali grassi sono prodotti dall'organismo in particolari condizioni in cui gli zuccheri, che sono il principale carburante energetico, diminuiscono, così che al loro posto vengono appunto utilizzati i grassi. Ciò avviene tipicamente nei bambini a causa delle limitate capacità di deposito degli zuccheri nel fegato e nei muscoli, anche nelle situazioni non di malattia, come ad esempio un digiuno protratto. Molto tipico in questi casi l’odore caratteristico dell'alito del bambino, che sa di frutta molto matura, a causa proprio dall'accumulo in eccesso di  acetone. Il vomito può essere intenso, irrefrenabile e, nei casi più gravi, arrivare sino alla  disidratazione.

 

A volte malessere, nausea e inappetenza possono innescarsi anche solo per il digiuno notturno, oppure in caso di sforzi fisici o di febbre che, va ricordato, è una causa e non una conseguenza dell'acetone. Anche una gastroenterite può essere causa di acetone, a causa della difficoltà ad assumere il cibo e al conseguente digiuno obbligato, obbligando così l'organismo a utilizzare i grassi, creandosi così un circolo vizioso che può portare a perdere troppi liquidi. Anche un'alimentazione con eccesso di grassi saturi (latte, formaggi, burro, carni grasse, fritti, cioccolato, insaccati) e troppo povera in carboidrati complessi, come pasta e pane specie se integrali può innescare un attacco di acetone.

 

La diagnosi è semplice considerando l'odore dell'alito e viene confermata da un esame delle urine che si può eseguire anche a casa. La terapia è innanzitutto dietetica, eliminando l’eccesso di grassi e utilizzando gli zuccheri semplici, da somministrare in piccole quantità e in caso di vomito centellinando i liquidi a piccoli sorsi o a piccoli cucchiaini, molto utile, ad esempio, un cucchiaino di succo di frutta o di acqua zuccherata, meglio se freddi, perché meglio tollerati. Usualmente la situazione si risolve senza ulteriori complicazioni, ma va prestata attenzione perché, se non vengono tollerati i liquidi per bocca, potrebbe essere necessario reidratare per via endovenosa.

 

In caso di ripetuti episodi di acetone è bene instaurare una dieta che, anche tra un episodio e l’altro, prediliga l’utilizzo soprattutto latte parzialmente scremato, yogurt magro, pane, fette biscottate, marmellata, miele, frutta, acqua, pasta, riso, semolino, brodo vegetale, verdure, legumi, olio extravergine di oliva, pesce, carni bianche ai ferri o a vapore.

 

 

 

    

Massimo Agosti, Specialista in Pediatria e Neonatologia

 

Direttore del Dipartimento Materno-Infantile e del reparto di Neonatologia, Terapia intensiva Neonatale e Pediatria dell'Ospedale di Varese

Studi pediatrici:
Milano - Via De Vincenti 6 (zona p.le Lotto) Varese - V.le Borri 75 (poliamb. Elianto) Busto Arsizio - V.le Stelvio 125 (poliamb. Biocell)