Un buon transito intestinale parte dall’alimentazione

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Un buon transito intestinale parte dall’alimentazione

Una gravidanza su due è caratterizzata da un transito intestinale pigro. Una situazione a cui si può facilmente porre rimedio rivedendo la propria dieta. Contemporaneamente, si ritrova il benessere fisico e si evita l’eventuale apparizione delle emorroidi.

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Se dall’inizio della gravidanza l’afflusso di progesterone rilassa la tonicità intestinale, è generalmente dal terzo mese che il transito intestinale è rallentato. Non è una cosa grave e si spiega facilmente: la compressione del colon da parte dell’utero può esserne la causa, ma soprattutto è più sensibile agli alimenti non sempre appropriati. La prima cosa è rivedere la propria dieta, masticare bene, camminare una mezz’oretta al giorno e prendersi i propri tempi al bagno. Solo se queste misure non hanno effetti nei giorni seguente e se il problema è accompagnato a dolori o emorragie, il medico potrà proporre un trattamento : non prendere nessun lassativo, se non dietro consulto medico.

Quali alimenti preferire ?

L'acqua : le nausee sono del passato, bere un bicchiere d’acqua a temperatura ambiente al mattino permette di stimolare il transito intestinale. Alla stesso tempo, una giusta e regolare idratazione durante tutta la giornata (fuori dai pasti) permette di reidratare i sali minerali per favorirne l’eliminazione. Sotto consiglio medico, alcune acque ricche di magnesio possono essere utili.

Le fibre : presenti nella frutta, nella verdura, non vanno consumate in abbondanza. Privilegiare fagiolini, carote cotte e insalata; frutta cotta, come prugne, pere, l’importante che siano ben mature e sempre sbucciate.

Latticini : yogurt, formaggi freschi ricchi di probiotici. Ma anche formaggi più stagionati come il gruyère e la toma.

Alimenti integrali o semi-integrali : pane, pasta, riso integrali favoriscono il transito. Ma a volte possono essere aggressivi per certi intestini o poco saporiti per certi palati. La loro versione semi-integrale può essere una buona variante.

Quali alimenti possono risultare pesanti?

Nonostante esistano degli alimenti che possono rallentare il transito intestinale, il grado di sensibilità intestinale è soggettivo. Se non creano problemi non vale la pena privarsene, altrimenti è meglio assumerli con moderazione oppure eliminarli momentaneamente e preferirne altri.

Alcune fibre : possono irritare l’intestino e favorire la fermentazione.

Legumi: (lenticchie, fagioli, ceci, fave). Per non privarsi dei loro benefici è meglio consumare lenticchie dopo averle lasciate in ammollo per un lungo tempo. Per quelle in scatola, risciacquale con cura e cuocile bene.

Verdura : tutte le varietà di cavolo, peperoni, sedano e carciofi tendono a fermentare. È consigliabile consumarle con parsimonia o sostituirli con altre verdure più facili da digerire (spinaci, zucchine, fagiolini..) per mantenere il giusto apporto di vitamine. In caso di sensibilità intestinale è meglio evitare le crudité, sbucciare pomodori e cetrioli.

Frutta : : evitare le banane troppo acerbe, le ciliegie e le prugne, troppo ricche di sorbitolo: zucchero naturale non sempre digeribile. Mele cotte, arance, ananas e uva: hai ampia scelta, senza rinunciare alle vitamine e agli antiossidanti della frutta.

Grassi e spezie : è consigliato limitare l’assunzione di grassi saturi ( carni grasse, salumi, piatti troppo conditi) e preferire i grassi insaturi (salmone, olio d’oliva), amici del sistema cardiovascolare e del transito intestinale. Gli intestini sensibili dovrebbero limitare i condimenti e le spezie ( pepe, peperoncino, senape, sottoaceti) che possono rallentare la digestione.

 

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