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Piede torto congenito: cos’è e come trattarlo

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Piede torto congenito: cos’è e come trattarlo
piede torto
Piede torto congenito: spesso i genitori non hanno mai sentito parlare di questa problematica ed una diagnosi di questo tipo genera sempre grande preoccupazione. Vediamo di fare chiarezza.

Cos’è il Piede Torto?

Il Piede Torto Congenito è una malformazione complessa che coinvolge tutto l’arto inferiore ma in modo particolare il piede, che si presenta con un aspetto anomalo.

Quando si parla di questa patologia si sottintende, quasi sempre, il piede torto “equino varo cavo addotto supinato”, che rappresenta, fra tutte, la tipologia più frequente. Il piedino torto risulta alla nascita completamente ruotato verso l’interno, con la punta verso il basso (equino), la parte interna del piede ripiegata su sé stessa (cavo, varo) e la pianta verso l’interno o verso l’alto (addotto, supinato). Se manipolato il piede tende a rimanere in questa posizione. Il Piede Torto Congenito è una delle più comuni malformazioni congenite delle ossa e delle articolazioni dei neonati, è spesso bilaterale ed è più frequente nei maschi. L’incidenza è di circa 1-2 su mille nati. Esistono diverse entità di piede torto e lo si può classificare in base alla gravità della torsione. Se non curata o trattata adeguatamente, questa malattia rischia di comportare una deformità strutturata e di conseguenza delle gravi disabilità fisiche per il bimbo.

Cause del piede torto

Il Piede Torto Congenito ha verosimilmente cause multifattoriali ed in particolare potrebbe essere coinvolta una alterazione genetica. Sicuramente tra i fattori che concorrono alla genesi del piede torto vi sono dei fattori socio sanitari che agiscono sulla gravidanza ed è per questo che Piede Torto Congenito è molto più comune nella fascia sub-equatoriale dove le condizioni socio-sanitarie sono spesso di basso livello: in India, Pakistan e Bangladesh, in Uganda e Centro Africa e in Amazzonia l'incidenza del piede torto è fino a 10 volte maggiore rispetto ai paesi europei. Esiste anche una forma di piede torto semplicemente “posizionale” ovvero legato a posizione anomala tenuta dal piedino durante le ultime settimane di età gestazionale, alla presenza di malformazioni uterine o scarso liquido amniotico. A differenza delle altre forme di piede torto, però, in questo caso la pozione anomala del piede è solo transitoria e tendenzialmente si risolve da solo o con semplici manipolazioni.

Diagnosi del piede torto

Il Piede Torto può essere diagnosticato o durante la gravidanza tramite l’ecografia, oppure alla nascita tramite la valutazione clinica del bambino. Una accurata visita ortopedica permetterà di classificarne poi il grado. Qualora la diagnosi dovesse essere prenatale, attraverso l’ecografia, questo permetterebbe ai genitori pianificare già durante la gravidanza il percorso terapeutico successivo e spesso questo crea maggiore tranquillità nella coppia.

Trattamento del piede torto

Il trattamento del piede torto congenito deve essere avviato precocemente, meglio se entro le prime due settimane di vita, affinchè sia efficace. Uno dei metodi attualmente più utilizzati è il metodo “Ponseti”, un metodo  di tipo conservativo che cerca di evitare di dover ricorrere a interventi chirurgici particolarmente invasivi. Il metodo Ponseti prevede l’applicazione settimanale di gessi seriati che correggono progressivamente e senza alcun dolore la deformità. Talvolta è necessario eseguire un piccolo intervento chirurgico di allungamento del tendine di Achille, fatto in sedazione, a cui segue l’applicazione di un ultimo apparecchio gessato per tre settimane. Successivamente di utilizzerà un tutore per mantenere i risultati ottenuti e prevenire le recidive. La diagnosi precoce di questa deformità è sicuramente fondamentale per evitare la permanenza di anomalie permanenti del piede del bambino che potrebbero comprometterne la deambulazione, con tutte le conseguenze psicologiche e sociali del caso.

 

pediatra salvagente

Dott.ssa Valentina Decimi – Salvagente Italia 

Salvagente Italia è un’Associazione di Promozione Sociale nata nel 2013 dall’impegno di Mirko Damasco, Filippo Castelli e Silvia Riboldi con lo scopo di diffondere la cultura del Primo Soccorso in Italia grazie a corsi ed eventi accessibili a tutti.

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