Parto in casa : vantaggi e controindicazioni

Questo argomento suscita sempre molto dibattito.. varie sono le posizioni a favore e contro. Il mio obiettivo è quello di consentirvi un informazione corretta, ponendo a supporto dati scientifici e attualizzandoli nel contesto della nostra realtà.

Innanzi tutto è bene sottolineare che la scelta di partorire presso il proprio domicilio è validata da un agire ostetrico ben preciso: il presupposto essenziale infatti rimane quello di  “definire un limite tra fisiologia e patologia “ e riconoscere che “non si può parlare di sicurezza assoluta né di assenza di rischio di fronte all'evento parto-nascita dovunque esso avvenga”.

 

Come infatti ben definito dalle LINEE GUIDA DI ASSISTENZA AL TRAVAGLIO E PARTO FISIOLOGICO A DOMICILIO E CASA MATERNITA  ("NASCEREINCASA" Associazione Nazionale Culturale Ostetriche Parto a Domicilio e Casa Maternità detto “ IL COORDINAMENTO “ ) il parto in casa che garantisce alla donna la maggior sicurezza possibile è quello:

 

a) selezionato durante la gravidanza dall'ostetrica che sarà presente al parto

b) frutto della scelta consapevole ed informata della donna e della coppia

 

c) assistito secondo il principio della appropriatezza ( paziente, luogo, tempo ed operatore adeguato)

 

Questo nella pratica cosa sta a significare? Possono accedere all’assistenza al travaglio e al parto a domic

lio solo le donne che hanno manifestato una gravidanza del tutto fisiologica e che hanno stipulato nel corso di questo cammino di nove mesi un rapporto di stretta sorveglianza con l’equipe ostetrica .

 

L’ostetrica infatti ha il dovere , selezionata la mamma “fisiologica” , di informarla che tale sceltà è auspicabile solo se

- il travaglio si manifesta dopo la 37 settimana e non oltre la 42 esima (previ controlli adeguati nel frattempo)

- l’ accrescimento fetale rimanga adeguato all’epoca di gravidanza

 

Inoltre dovrà spiegare alla coppia che qualsiasi deviazione possa verificarsi durante il percorso del travaglio comporta NECESSARIAMENTE il trasferimento presso un ospedale (che per questioni di sicurezza deve essere raggiungibile entro un massimo di 30 minuti e deve essere pre allertato rispetto alla situazione che potenzialmente potrebbe accogliere).

 

Questo significa partorire in casa in sicurezza.. questo significa affrontare questa scelta secondo un consenso realmente informato alla luce di una letteratura scientifica che  raccomanda il parto a casa, o in casa maternità, per le donne con una gravidanza fisiologica, definendo tale scelta come l'opzione più sicura per la salute di madre e persona che nasce in caso di gravidanze successive alla prima. (Linee Guida National Institute for Health and Care Excellence - Planned hospital birth versus planned home birth Review-Cochrane)

Le fonti che vi ho citato rappresentano infatti le più autorevoli testate scientifiche : detto questo è bene contestualizzare però ogni situazione di “coppia a basso rischio ” che richiede il parto a domicilio. Questo perchè nulla possa essere scelto in maniera superficiale: l’unicità  dell’evento nascita infatti fa sì che nulla possa esser discusso con leggerezza. Il nostro corpo certamente ha gli strumenti per affrontare anche questo passaggio (il travaglio e il parto) ma … la nostra mente (in questo l’uomo si differenzia dalla specie animale) ha il compito di guidarlo secondo ragione.

 

In Europa e in altre zone del mondo il parto a domicilio viene supportato e sopportato dalla Sanità pubblica: mi riferisco a ragioni di “costo” e di “organizzazione territoriale”

 

- In Italia esiste ad oggi un rimborso parziale per un assistenza privata del parto a domicilio nel Piemonte, Emilia Romagna, Marche, provincie di Bolzano e Trento e un’ assistenza pubblica gratuita a Torino, Reggio Emilia, Modena e Parma.

- L’ideale, per garantire un parto domiciliare accessibile alla popolazione a basso rischio gratuito e che rispecchi criteri di efficacia- efficienza e sicurezza , sarebbe quello di incentivare case di maternità ed ostetriche domiciliari adeguatamente formate e in stretta collaborazione con le aziende ospedaliere. In tal modo noi donne ci sentiremmo tutte più sicure ad affrontare una scelta potenzialmente corretta e legittima.

 

Ma perché partorire a casa ?

 

Alla luce di quanto detto esistono solo PRO a favore e a sostegno di questa scelta

 

Rispettare l’intimità dell’evento nascita nel proprio ambiente famigliare, capace di mettere a “proprio agio” mente e corpo  favorendo rilassamento e apertura verso l’accoglienza del vostro neonato

Usufruire di un’assistenza individuale e personalizzata: due ostetriche infatti saranno a completa disposizione per voi e proporranno una modalità assistenziale studiata su misura sulla vostra situazione di travaglio e parto

Godere delle cure del post partum in maniera intensiva e prolungata

Evitare la medicalizzazione eccessiva

Eliminare elementi di disturbo presenti in altri luoghi della nascita (ovviamente negli ospedali non sempre è possibile assaporare climi di tranquillità e relax proprio per l’esubero di lavoro a cui gli operatori sanitari sono esposti)

 

Fermo restando che chi non appartiene alla popolazione a basso rischio e si avventa , erroneamente, a partorire a casa incontra certamente molti più rischi rispetto alla popolazione fisiologica. Le condizioni necessarie che si configurano per il trasferimento in ospedale sono da ricercarsi:

 

- nell'andamento anomalo del travaglio e del parto: fasi di prodromi prolungate, rallentamenti nella dilatazione, anomali nella posizione del feto non correggibili in termini di attesa rassicurante, liquido tinto, febbre materna, anomalie del battito fetale, arresto nella discesa della testa, mancato secondamento (la placenta non si stacca e rimane tenacemente attaccata all’utero)

 

- nelle perdite ematiche durante e dopo il parto non configurabili in un quadro di normalità (le ostetriche addestrate in maniera attenta all’assistenza domiciliare hanno infatti il dovere di mettervi in sicurezza a casa ma anche quello di trasferirvi quanto più velocemente in ospedale in caso di emorragie). Le condizioni di urgenza richiedono l’utilizzo di farmaci a volte ancora più specifici di quelli già a disposizione delle ostetriche domiciliari.

 

- nell'adattamento neonatale patologico che richiede manovre intensive di assistenza e consulenza neonatologica

 

Quello che mi preme farvi capire è perciò questo semplice ma basilare concetto: le condizioni materne-fetali borderline e/o patologiche pre travaglio (cioè già identificabili in gravidanza) non possono essere considerate criteri di accessibilità al parto domiciliare

 

- Patologia materna (distacco di retina, anomalie del bacino materno che costituiscono un ostacolo all'espletamento del parto per via vaginale, malformazioni uterine o presenza di neoformazioni miomatose che modifichino il canale del parto (miomi previ) ,pregresso Taglio Cesareo e pregresse isterotomie cioè ogni intervento che abbia inciso l'endometrio, cardiopatie materne a rischio di scompenso, gestosi pre eclamptica, trombosi venosa profonda, epilessia,diabete, Anemia materna

 

- Patologia fetale nota: grave iposviluppo o macrosomia ovvero biometria fetale attesa inferiore al 10*,malformazioni che necessitano di assistenza specialistica alla nascita, isoimmunizzazione Rh

 

- Grande multiparità (>5 parti pregressi)

 

- Pregressa emorragia del postpartum

 

- Anomalie di inserzione della palcenta

 

In conclusione direi che…

Chi sceglie di partorire in casa secondo i criteri che prima vi ho spiegato non compie perciò una scelta avventata. Lo stesso vale per chi sceglie contrariamente di affidarsi ad un ospedale: entrambe le scelte sono rispettabilissime,  la cosa importante è la consapevolezza che ognuna di voi ha nell’affidarsi alla scelta fatta e conseguentemente al personale specializzato.

Fate perciò una sorta di “esame di coscienza”: chiedete a voi stesse e al vostro compagno quale sia la condizione per voi più ad hoc e , guidati adeguatamente dai professionisti , scegliete consapevolmente!

 

Bibliografia

  • Journal of Midwifery & Women’s Health www.jmwh.org Original Research Outcomes of Care for 16,924 Planned Home Births in the United States: The Midwives Alliance of North America Statistics Project, 2004 to 2009 Melissa Cheyney, PhD, CPM, LDM, Marit Bovbjerg, PhD, MS, Courtney

-          LINEE GUIDA DI ASSISTENZA AL TRAVAGLIO E PARTO FISIOLOGICO A DOMICILIO E CASA MATERNITA' PRIMA EDIZIONE APRILE 1991 ULTIMA EDIZIONE novembre 2013

  • BMJ 2013;346:f3263 doi: 10.1136/bmj.f3263 (Published 13 June 2013) Severe adverse maternal outcomes among low risk women with planned home versus hospital births in the Netherlands: nationwide cohort study
  • Planned hospital birth versus planned home birth (Review) Copyright © 2012 The Cochrane Collaboration. Published by John Wiley & Sons, Ltd.
  • AMERICAN COLLEGE OF OBSTETRICS & GYNECOLOGY VOL. 118, NO. 5, NOVEMBER 2011Planned Home Compared With Planned Hospital Births in The Netherlands Intrapartum and Early Neonatal Death in Low-Risk Pregnancies

Per saperne di più..

www.nascereacasa.it

www.ostetricasa.it 

 

 

 

    

Ostetrica Miriam Magni

 

Professionista dal 2007 ha operato in vari ospedali della regione lombardia nei dipartimenti materno infantili approfondendo la sua formazione nel campo dell'educazione famigliare allo sviluppo neurocomporetamentale del neonato, sostenendo e promuovendo l'allattamento al seno. Da poco mamma sperimenta in prima persona ciò che fin ora è stata per lei una missione

 

 

 

 

Articoli che ti potrebbero piacere

Immagine
advice jogging mini
GRAVIDANZA E POST PARTUM

Benessere

Tornare in forma dopo il parto? Missione possibile

Immagine
advice serenite mini
GRAVIDANZA E POST PARTUM

Prepararsi alla nascita

Organizzare il parto