Le infezioni respiratorie ricorrenti nel bambino

Fenomeni molto frequenti in età pediatrica, per i quali è utile mettere in atto un’azione “terapeutica” preventiva

 

Le infezioni respiratorie ricorrenti, sebbene non abbiano, ad oggi, una definizione condivisa, rappresentano un fenomeno molto frequente in età pediatrica, in particolare nei bambini che frequentano comunità infantili (nido, scuola materna), caratterizzato da ripetute e recidivanti infezioni respiratorie nello stesso soggetto
 
È nozione comune, soprattutto tra i genitori, che con l’avvicinarsi dell’autunno e l’inizio della frequenza scolastica vi sono bambini che passano da una malattia respiratoria all’altra, senza quasi soluzione di continuità, con conseguente perdita di giorni di scuola, di giornate lavorative per i genitori (per la necessaria assistenza) ed il frequente ricorso a terapie farmacologiche, spesso apparentemente prive di efficacia
 
Questi episodi, possono ripetersi anche 8-10 volte nello stesso bambino ed interessano per lo più l’apparato ORL (faringiti, riniti, tonsilliti, otiti) e le vie respiratorie (tracheiti, bronchiti), accompagnandosi per lo più a febbre, sintomi locali (otalgia, faringodinia, tosse) e malessere generale. Nella maggior parte dei casi essi sono di origine virale (e quindi non richiedono l’immediato ricorso alla terapia antibiotica) e, benché frequenti e fonte di grande preoccupazione per i genitori, generalmente non richiedono accertamenti diagnostici specifici e non sottendono a patologie di rilievo, rappresentando un fenomeno para-fisiologico, legato al fatto che il sistema immunitario deve andare incontro ad un vero e proprio processo di “maturazione”, per il quale l’incontro con virus e batteri rappresenta uno di meccanismi di sviluppo. 
 
Alla componente infettiva, si associano inoltre componenti quali l’inquinamento ambientale (il fenomeno delle polveri sottili è una triste realtà nelle nostre città), il fumo passivo, la convivenza in ambienti affollati e/o insalubri, fattori nutrizionali e costituzionali, situazioni patologiche concomitanti etc. Va da sé che sarà cura del pediatra di fiducia, unitamente alla valutazione clinica ed ai dati forniti dai genitori, monitorare la situazione e cogliere eventuali segnali che richiedano sia accertamenti più approfonditi che eventuali terapie di sostegno e/o specifiche.
 
In ogni caso, sarebbe auspicabile ed utile mettere in atto un’azione “terapeutica” preventiva, volta ad evitare o quanto meno a ridurre la frequenza di questi episodi. Ciò premesso, personalmente affronto questa problematica, ricorrendo, quando necessario e non controindicato, a trattamenti naturali, basati sull’impiego di estratti vegetali. A tale proposito, vi sono molte piante che hanno un effetto immunomodulante, ma quelle per le quali esistono studi scientifici in età pediatrica sono in numero decisamente limitato. 
Tra queste, la più nota è l’Echinacea (o meglio le Echinacee), pianta dalla storia e dall’impiego secolare dotata di azione potenziante la risposta immunitaria aspecifica, ma anche antibatterica, antivirale, antiossidante. Numerosi studi hanno evidenziato un’efficace azione preventiva nei confronti delle infezioni respiratorie ricorrenti anche in bambini da un anno di età. L’assunzione, ai fini preventivi, deve avvenire a cicli di 15-20 gg, ripetuti per 3-4 mesi. La stessa pianta ha peraltro azione in acuto (molti studi riguardano il trattamento del common cold) e si trova frequentemente associata ad altre piante o a derivati apistici (propoli) o vitamine (Vit. D), con le quali ha azioni sinergiche positive.
 
Un’altra pianta di grande interesse è il Pelargonium sidoides, una geraniacea utilizzata da oltre 40 anni in diversi Paesi europei, già dall’anno di età, caratterizzata da un’azione immunomodulante, antivirale, antibatterica, antiossidante, fluidificante le secrezioni bronchiali. In Italia è l’unica pianta registrata come farmaco vegetale (quindi non è un integratore alimentare), con indicazione per il trattamento della bronchite acuta ed impiego dai 6 anni di età. Altre piante interessanti sono l’Uncaria, l’Eleuterococco, l’Astragalo ed alcuni estratti (polisaccaridi) ottenuti da funghi. 
 
In generale i fitoterapici sono ben tollerati; è necessario però ricordare che hanno un’azione farmacologica, che devono essere rispettate le eventuali controindicazioni (ad esempio allergie alle composite, per quanto attiene l’Echinacea) e le interazioni, sia con i farmaci che con altre piante/componenti.
 
Sempre per l’uso pediatrico è raccomandabile l’utilizzo di prodotti titolati, standardizzati (queste indicazioni devono essere riportate nell’etichetta) e formulati in modo adatto (sciroppo, gocce, bustine), evitando il fai da te e rivolgendosi al proprio pediatra di fiducia e/o al farmacista, prestando invece molta attenzione, qualora si ricorra all’acquisto sul web, in particolare laddove vengano proposti prodotti a base di piante che non abbiano un impiego consolidato e/o il supporto di studi clinici di buona qualità nel bambino.

 

Se desiderate approfondire, leggete l'articolo sull'influenza stagionale che si manifesta nei mesi invernali con vere e proprie epidemie.

 

 


 

Dr_Domenico_Careddu

Dr. Domenico Careddu

Medico Chirurgo, specialista in Peiatria

Specialista in idrologia medica

Master di II livello in fitoterapia

Master di II livello in neonatologia

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