Febbre nei neonati: come comportarsi e quando può essere pericolosa

Vediamo come comportarci quando il nostro neonato ha febbre grazie ai consigli del pediatra..
Si definisce febbre la temperatura misurata interna (ovvero rettale, misurazione questa più veritiera non solo nei primi mesi ma anche nei primi anni di vita) al di sopra di 38 gradi centigradi, è ciò perché un soggetto nei primi mesi/anni di vita presenta una temperatura di circa 1°C più elevata rispetto all’adulto, causa l’aumentata attività metabolica di un soggetto in rapida crescita ed inoltre è noto che la misurazione interna è di circa 1⁄2 grado maggiore rispetto a quella esterna.
 
La febbre è un sintomo transitorio che comporta un'alterazione del sistema di termoregolazione cutanea con conseguente elevazione della temperatura al di sopra del valore considerato normale. E’ una vivace reazione dell’organismo quando aggredito da virus o batteri così da rendere più difficoltoso la loro replicazione nel nostro organismo, in altri termini la febbre è soltanto una nostra risposta al germe che ci sta aggredendo e perciò non può essere considerata una malattia: l’aumento della temperatura contrasta batteri e virus ed è un modo per rendere l’ambiente a loro sfavorevole.
 
Le cause della prima febbre nel neonato-lattante possono essere diverse: la più frequente certamente avviene in coincidenza con l’ingresso al nido, oppure con l’andata alla scuola materna del fratello più grande ed è di solito il primo grande stress per i genitori che di solito per la prima volta si trovano di fronte a uno stato di malessere del bimbo, per di più con una temperatura che spesso, anche per cause banali, può diventare davvero elevata.
 
In caso di febbre nel primo semestre di vita - e in particolar modo nel primo trimestre - il pediatra va comunque sempre contattato nelle prime 24 ore, per escludere eventuali situazioni nelle quali possa avvenire nell’organismo del piccolo una disseminazione dell’infezione che sostiene la febbre stessa. 
 
Naturalmente il bimbo va controllato dal pediatra di fiducia rapidamente anche nel secondo semestre di vita, soprattutto se sono presenti alcuni sintomi particolari (ad es. se il bambino è pallido e poco reattivo agli stimoli, se si addormenta e poi si sveglia con difficoltà, se il respiro non è regolare, ecc...). Va anche controllata la buona idratazione, e ciò è possibile valutando la pipì nel pannolino (la scarsa emissione di urina è un possibile segnale di inizio di disidratazione...), nonchè le mucose orali e congiuntivali.
 
Per favorire la naturale evoluzione della febbre, prima di tutto è importante non coprire eccessivamente il bimbo: un corpo febbricitante (ovvero surriscaldato) non va coperto perché deve cedere calore all’ambiente circostante! Perciò, ad una temperatura ambientale di 19- 21°C lasciamo pure il piccolo con una leggera tutina di cotone, oppure semplicemente con il body se la febbre è sopra i 39°C. 
 
I neonati allattati al seno devono continuare a prendere il latte della loro mamma, fonte di conforto psicorelazionale e ricco di sostanze nutritive e immunologicamente attive, ed anche per i piccoli nutriti con il biberon è bene offrire il pasto ma senza sforzare eccessivamente: accettiamo che il bimbo faccia pasti piccoli e più frequenti dell’usuale.
 
Con una temperatura rettale tra i 38 e i 38.5°C non si interviene di solito, nell’attesa dell’arrivo del pediatra, con i farmaci antifebbrili, che invece vanno somministrati con una temperatura dai 38.5°C in su. Gli antipiretici più adatti ai piccoli sono a base di paracetamolo e di ibuprofene e per essere efficaci devono essere somministrati nella giusta dose relativa al peso. Entrambi i farmaci abbassano il livello di temperatura febbrile e mettono in atto un meccanismo farmacologico favorente la dispersione del calore, e, oltre ad abbassare la temperatura, esercitano anche un effetto antinfiammatorio e antidolorifico. È comunque sempre opportuno chiedere consiglio al pediatra prima di scegliere se e quale antipiretico somministrare. 
 
 

    

Massimo Agosti, Specialista in Pediatria e Neonatologia

 

Direttore del Dipartimento Materno-Infantile e del reparto di Neonatologia, Terapia intensiva Neonatale e Pediatria dell'Ospedale di Varese

Studi pediatrici:
Milano - Via De Vincenti 6 (zona p.le Lotto) Varese - V.le Borri 75 (poliamb. Elianto) Busto Arsizio - V.le Stelvio 125 (poliamb. Biocell)

 

 

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