#Crescita e sviluppo

Fase dei "perché" dei bambini: 5 consigli per affrontarla

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Fase dei "perché" dei bambini: 5 consigli per affrontarla
Fase dei perché
Come gestire la fase dei perché dei bambini? Ecco qualche consiglio per affrontare le molte domande dei piccoli di casa senza perdere la pazienza.

Cari genitori, preparatevi. Arriverà presto il giorno in cui i vostri bambini cominceranno a farvi un sacco di domande. Perché la nonna ha i baffi e perché il sole è giallo? Perché il mare è bagnato e la sabbia scotta? Avete capito bene, stiamo parlando della famosa (e temibile) "fase dei perché". Come gestirla al meglio? E come superarla senza farsi venire un esaurimento nervoso? Cominciamo con lo scoprire quando comincia, per poi passare ai consigli per affrontarla senza perdere la pazienza.


Fase dei perché dei bambini: cos'è e quando inizia

Quando inizia la fase dei perché? In realtà non esiste un momento preciso, perché molto dipende sia dal grado di sviluppo del linguaggio del bambino sia dal suo carattere. E se, indicativamente, i “perché” cominceranno intorno ai due/tre anni, la quantità di domande potrebbe variare da bambino a bambino. Un bimbo estroverso, infatti, sarà portato a fare più domande, mentre un carattere introverso porterà il piccolo a tenersi per sé la maggior parte dei quesiti.

Diversa, inoltre, è l’origine dei perché. Quando il bimbo è molto piccolo la domanda è un pretesto per avere un’interazione con i genitori, catturandone l’attenzione. Intorno ai 6/7 anni, invece, a scatenare le domande del bambino sarà la necessità di comprendere meglio la realtà che lo circonda. Ecco perché ogni età va necessariamente affrontata in modo diverso.


Consigli per gestire al meglio la fase dei perché

Vogliamo rassicurarvi: perdere la pazienza è assolutamente normale, soprattutto alla ventesima domanda di fila. Con alcuni semplici accorgimenti, tuttavia, è possibile evitare di raggiungere il punto di non ritorno: i perché dei vostri bimbi vanno gestiti, proprio come tutti gli altri aspetti della loro vita.

1. Create distrazioni per il vostro bambino

Se il vostro bambino è ancora piccolo potrete interrompere la raffica di domande distraendolo con altre attività: potrete fargli fare un disegno, o potrete dargli qualche piccolo compito da portare a termine. In questo modo la sua attenzione si concentrerà su altro e, come per magia, smetterà (almeno per un po’ di tempo) di farvi domande.

2. Procuratevi dei libri illustrati adatti all’età del vostro bimbo

I libri illustrati sono perfetti per saziare la sete di conoscenza dei bambini, anche per quelli ancora troppo piccoli per leggere. Nominiamo a mo’ di esempio "Il libro pop-up dei perché", edito da Editoriale Scienza: perfetto dai quattro anni in su, è un viaggio alla scoperta del mondo, del corpo e degli animali. Le prime volte i genitori dovranno leggerlo insieme ai bambini che, presa confidenza con il libro, cominceranno a sfogliarlo in autonomia, dandovi un po' di tregua! In libreria ne troverete tantissimi altri. Quale sarà il preferito del vostro bimbo?

3. Prendetevi tempo per pensare alle risposte

Alcune domande potrebbero mettervi in crisi, perché la risposta non è poi così scontata. Perché si nasce? Perché si muore? Ecco due dei tanti quesiti che gettano nel panico la maggior parte dei genitori. Come rispondere a domande del genere? La regola è una: non improvvisate. Prendetevi del tempo per raccogliere le idee e spiegate ai vostri bimbi che “tornerete” con una risposta quanto prima. Sarà anche un modo per insegnar loro la pazienza, l'attesa e l'importanza di riflettere prima di parlare.

4. Siate creativi

Come abbiamo detto poco sopra, i perché dei bambini molto piccoli altro non sono che la necessità di creare un legame con i propri genitori. In questi casi, quindi, l’interazione è molto più importante della risposta. Quando i piccoli fanno domande per attirare la vostra attenzione, sarà soddisfacente anche una risposta fantasiosa. Una volta cresciuti, invece, le domande origineranno da un reale interesse dei bambini per la comprensione (e non solo) della realtà e dei fenomeni.  In questo caso la creatività potrebbe non bastare più. A questa età il bimbo è abbastanza grande da capire che potrà aspettare per avere una risposta, soprattutto se in quel momento non sapete in che modo rispondergli: una volta tornati a casa potrete soddisfare la sua curiosità, magari facendo una ricerca tutti insieme.

5. Date dei limiti ai vostri bambini

Grandi o piccoli che siano, alcuni bambini andrebbero avanti a fare domande all’infinito, magari rivolgendosi anche alla cassiera del supermercato. In questi casi è bene porre un limite all’esuberanza e alla curiosità dei piccoli, spiegando loro che esiste un momento per ogni cosa, domande e perché compresi.