Disturbi in gravidanza

Quali sono i disturbi più comuni? E quali i rimedi?

 

Ragazze, la gravidanza è davvero una grande avventura ma, dobbiamo ammetterlo, qualche fastidio è davvero noioso! Qualcuna di voi è stoica e sopporta tutto senza un lamento, qualcun’altra ammette un gran disagio… E allora vediamo quali possono essere i disturbi correlati alla gravidanza e quali i rimedi possibili.

 

Innanzitutto la nausea: nel corso del primo trimestre si verifica nell’80-85% delle gravide e nel 52% dei casi è associata a vomito, soprattutto se le creature sono più di una. In fondo, nausea viene dal latino nausia, ovvero mal di mare – da naus, cioè nave!

Se il disturbo è debilitante si definisce iperemesi (in greco emesi significa vomito) ed ha una incidenza di 3,5 su 1000 parti. Non c’è nessuna evidenza che nausea e vomito siano associati ad eventi avversi in gravidanza e in generale si risolvono spontaneamente entro la 16°-20° settimana di gestazione: certo che la qualità della vita in questi primi mesi può risultarne significativamente compromessa.

Ci sono trattamenti farmacologici e non che hanno un effetto benefico: quelli farmacologici  come gli antagonisti dei recettori della dopamina (Plasil), la vit B6 e la vit B12 non sono di prima scelta, poiché permangono dubbi sulla loro tossicità a dosi elevate; gli antistaminici sono efficaci ma danno sonnolenza (e la futura mamma ne ha già abbastanza, spesso!).

I rimedi non farmacologici sono più maneggevoli e spesso più efficaci. Primo fra tutti lo zenzero, radice di Zingiber officinalis, ginger: una dose di 250 mg/die di zenzero 4 volte al giorno per 4 giorni è efficace per ridurre la nausea e lo zenzero in capsule, gocce o sciroppo è in grado di ridurre i sintomi anche in caso di iperemesi. Non sono segnalati effetti teratogeni, ovvero di alterazione della embriogenesi.

L’agopuntura e l’acupressione nel punto P6 (il punto della medicina cinese situato a circa tre dita dalla piega interna del polso), anche se in grado di ridurre la nausea mattutina, non hanno ancora dimostrato efficacia reale nell’alleviare il vomito e l’iperemesi. 

I rimedi omeopatici, se ben individuati anche sulla base delle modalità dei sintomi della singola paziente, possono essere molto utili.

 

E se la nausea vi ha graziate, potreste prima o poi avere la pirosi gastrica (pyros, il fuoco dei greci), descritta come bruciore nella zona retro sternale e/o nell’esofago. Questo sintomo si presenta più facilmente nel secondo (39% delle gravide) e terzo (72%) trimestre.

Anche questo non è un disturbo associato ad esiti negativi della gravidanza, ma è necessario distinguerlo dal dolore epigastrico (sopra lo stomaco), accompagnato da presenza di proteine nelle urine e da rialzo pressorio che spesso è correlato alla preeclampsia o gestosi, patologia più frequente al terzo trimestre e che necessita invece di controllo medico immediato.

I trattamenti farmacologici di questo fastidioso bruciore retrosternale (antiacidi, antistaminici) sono spesso efficaci ma non si hanno informazioni sulla loro sicurezza in gravidanza: alla luce di queste considerazioni, i consigli  più saggi sono quelli che invitano a modificare le abitudini alimentari, riducendo l’apporto di grassi e irritanti come la caffeina, facendo pasti piccoli ma frequenti, eliminando i cibi piccanti dalla dieta, e a modificare la postura rimanendo in piedi dopo aver mangiato e stando sollevati nel letto con due cuscini dietro la testa durante il riposo notturno.

Anche qui l’omeopatia può aiutarvi davvero, sempre se prescritta in maniera corretta e correttamente utilizzata.

 

Che dire poi di stipsi (dal greco stypsis, azione astringente, restringimento, contrazione), spesso conseguente presenza di emorroidi? Controllando le puerpere prima della dimissione ospedaliera, mi accorgo che il disagio o dolore perineale è frequentemente causato dalla presenza di emorroidi trombizzate trascurate durante la gravidanza ed esacerbate ovviamente dopo il parto, anche a causa degli sforzi nel periodo espulsivo del travaglio.

Una cosa è certa: il progesterone prodotto durante la gestazione rallenta la motilità intestinale, il ferro spesso somministrato aggrava la stitichezza e senza l’introduzione di fibre alimentari, una corretta alimentazione e una adeguata idratazione (almeno 2 litri di acqua durante la giornata) il problema non si risolve. Ed ecco che, ad un certo punto, conseguentemente agli sforzi del torchio addominale per evacuare, si formano le emorroidi. Sono dilatazioni del plesso venoso emorroidario (in greco haima, sangue, e rheo, scorro) come le varici agli arti inferiori o alla vulva, dilatazioni dei plessi venosi delle gambe o del perineo, e a volte siete spaventate per quei gonfiori bluastri, pruriginosi e dolenti.

Le creme locali sono tutte permesse, con cortisone o senza; i prodotti per bocca contenenti flavonoidi a volte consigliati; ma anche qui l’omeopatia con rimedi quali l’aesculus hippocastanus o l’hamamelis anche in associazione possono davvero ridurre il fastidio.

 

Le vene varicose, di analoga origine, che spesso possono darvi pesantezza agli arti, prurito locale, crampi notturni e gonfiori a gamba e piede, possono anch’esse giovarsi di una adeguata terapia omeopatica; le calze elastiche non prevengono la formazione delle varici ma possono attenuare i sintomi; i massaggi con creme contenenti anche mentolo contribuiscono al sollievo momentaneo.

 

Ora parliamo delle perdite vaginali: spesso in gravidanza odori e quantità si modificano, ma tutto questo è fisiologico; si parla addirittura di idrorrea gravidica, ovvero perdite acquose che nulla hanno a che vedere con le perdite di liquido amniotico e che sono associate ad un aumento fisiologico delle secrezioni vaginali.

Ma se tutto questo è associato a forte e sgradevole odore, con prurito, bruciore o dolore quando fate pipì, allora meglio un controllo dal vostro ginecologo per escludere la presenza di infezioni, alcune delle quali possono associarsi ad eventi avversi della gravidanza quali il parto pretermine.

 

Intanto la pancia cresce, il piccolo scalcia giorno e notte, e magari pure più di notte, e il 47-60% delle gravide comincia ad avere mal di schiena: oltre al progesterone ora agisce anche la relaxina, altro ormone che contribuisce, insieme al peso del bacino e alla postura magari scorretta, al rilassamento della muscolatura di supporto. Allora che fare? Certo, vi si dice, se non ingrassate troppo è meglio, e questo è certo; e se usate qualche accorgimento come il cuscino cuneiforme sotto l’addome quando riposate il dolore si riduce. Anche agopuntura, ginnastica adeguata, nuoto, massaggi idonei possono aiutare. E ancora rimedi omeopatici quali rus toxicodendrum, bryonia, kali carbonicum (ideale per la conseguente sciatalgia) possono essere prescritti dallo specialista che abbia una corretta formazione in merito.

E la famosa pancera, o panciera, dall’arcaico panziera? Nel Devoto-Oli viene definita come una alta fascia, di lana o di tessuto elastico, per lo più a diretto contatto con la pelle (ma la mia piccola Sara la portava sopra i vestiti!) per contenere il ventre o difendere i reni dal freddo (nel XIII secolo): chissà se è davvero utile, durante e/o dopo la gravidanza… A volte un adeguato sostegno sotto la pancia e sulla colonna lombare possono aiutare quanto meno ad assumere una posizione eretta più corretta. Sempre che la donna la sopporti e ne tragga giovamento.

 

Infine, un accenno ai crampi agli arti e alla sindrome del tunnel carpale. Il magnesio per esperienza assodata allevia i crampi, quelli dello sportivo e anche quelli della gravida. Quanto al dolore da tunnel carpale, causato dalla compressione del nervo mediano al suo passaggio nella guaina della mano, che ha una incidenza variabile nella donna gravida dal 21 al 62% e che vi tiene compagnia soprattutto durante la notte e in posizioni scorrette ma a volte inevitabili, non ci sono evidenze scientifiche sulla utilità e sulla sicurezza degli interventi medici possibili, quali corticosteroidi e analgesici o stecche per il polso… per cui vi direi davvero di sopportare con pazienza e rassegnazione, anche perché a questo punto l’avventura sta per concludersi. E quando il vostro piccolo verrà alla luce tutte queste torture passeggere scompariranno come per magia!

 

E le voglie?  Mi verrebbe da dire: se non sono malsane, assecondatele! Non un barattolo di Nutella al giorno, meglio del cioccolato fondente sano. E le fragole… anche sì. E il dolce al posto del salato o viceversa. Sempre con buon senso e senza il timore, o la scusa, scientificamente infondata, che altrimenti l’erede possa nascere con non si sa quale orribile macchia sulla pelle!   Perché ecco qui cosa scrive il prezioso dizionario etimologico alla voce “voglia”: “desiderio molto forte, brama. Il significato traslato di ‘macchia cutanea’ (neo o angioma) dovuto alla credenza popolare che fosse la conseguenza della voglia insoddisfatta della madre in gravidanza e trasmessa al feto; la localizzazione della macchia poteva dipendere dal punto in cui la madre si era toccata nel momento in cui aveva espresso il desiderio”.

 

 


    

Dottoressa Patrizia Gementi

 

Dirigente dell’Unità di Ostetricia e Ginecologia presso l’Ospedale Buzzi di Milano

 

Studio Medico Associato Oldrini e Gementi (Piazza Libertà 2, 20010 Cornaredo MI)

 

Medical Center Buonarroti (Via Tiziano 9, 20145 Milano)

 

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