Dermatite atopica: vero o falso?

La pelle è secca, arrossata. Il prurito intenso e a volte non dà tregua neanche durante la notte, l’utilizzo di creme idratanti sembra non finire mai: la dermatite atopica, soprattutto nelle sue forme più gravi, può sembrare un incubo per bambini e genitori. Vediamo come riconoscerla e gestirla al meglio.

Cos’è la dermatite atopica e come riconoscerla:

La Dermatite Atopica (DA) è una DERMATITE, PRURIGINOSA, caratterizzata da un DECORSO CRONICO RECIDIVANTE. 

Si tratta di una malattia INFIAMMATORIA della cute, quindi caratterizzata da uno stato di INFIAMMAZIONE costante della pelle: la condizione di partenza è quella di una DIFETTOSA BARRIERA EPIDERMICA, alla quale si associano una IPER-REATTIVITA’ CUTANEA a diversi stimoli ambientali.

 

La dermatite atopica è caratterizzata da lesioni cutanee ad andamento cronico-recidivante. Significa che si possono alternare periodi in cui i sintomi sono particolarmente esacerbati (i cosiddetti “flares” o fasi acute) a periodi in cui la pelle torna normale (remissioni).

 

Le lesioni da DA si sviluppano in sedi diverse a seconda dell’età del soggetto

- nel neonato tipicamente la dermatite atopica coinvolge volto (fa eccezione la zona intorno alla bocca, che tende a rimanere libera), talora tronco e faccia dorsale degli arti superiori;

nel bambino le lesioni sono distribuite al collo, alla zona di attaccatura del padiglione auricolare, alle pieghe degli arti.

 

Il PRURITO è il sintomo cardine della dermatite atopica e talvolta è così tanto intenso da interferire con il sonno, lo studio e la vita quotidiana del bambino, inficiando notevolmente la qualità della vita.

 

Quanto è frequente?

La DA è la malattia infiammatoria cutanea più comune.

In età pediatrica ha una prevalenza del 15-20 %, in età adulta del 2-5 %.

Il 60% dei pazienti affetti da DA manifestano le prime lesioni nell’arco dei primi 2 anni di vita, l’85% entro i 5 anni. Circa il 60% dei casi, inoltre, tende a scomparire entro la pubertà, anche se spesso la pelle resta poi secca.

 

Le cause…

La dermatite atopica è una malattia complessa e MULTIFATTORIALE, ovvero diversi fattori concorrono alla sua patogenesi.

Tra gli elementi che hanno un valore chiave abbiamo la predisposizione genetica e fattori ambientali che possono concorrere al peggioramento del quadro. Tra i fattori ambientali coinvolti nei quadri di dermatite atopica abbiamo: allergeni alimentari, allergeni inalanti, irritanti, allergeni da contatto (nichel), infezioni,  alterazioni emozionali, igiene della pelle.

 

E adesso, come la tratto?

La gestione terapeutica della Dermatite Atopica è tutt’altro che semplice in quanto richiede un controllo a breve termine dei sintomi acuti e un trattamento globale finalizzato alla stabilizzazione a lungo termine e alla prevenzione delle riacutizzazioni.

La cura della dermatite atopica si avvale, inoltre, sia di presidi farmacologici che non farmacologici. 

 

1) Igiene della cute: la cute deve essere detersa accuratamente ma delicatamente per rimuovere le croste ed eliminare i contaminanti batterici in caso di infezione. Le buone regole per una corretta igiene in caso di DA sono: 

  • Il bagno dovrebbe essere fatto con acqua tiepida ed essere di breve durata (5-10 min). 
  • L’uso degli oli da bagno è volto ad impedire la disidratazione della pelle. 
  • Dopo una delicata asciugatura applicare emollienti.
  • Gli indumenti possono essere lavati con detersivi normali, ma vanno accuratamente sciacquati;
  • Evitare il contatto con detergenti "forti" e con prodotti per l'igiene o la cosmesi contenenti alcol e profumi;
  • Tenere le unghie ben corte per ridurre il rischio di lesioni da grattamento;
  • Se si fa sport, lavarsi bene dopo l'attività, per evitare che il sudore rimanga a contatto con la pelle.

 

2) Idratanti ed emollienti: emollienti ed idratanti sono fondamentali per mantenere la cute morbida e malleabile e hanno lo scopo di fornire una protezione nei confronti di agenti irritanti esterni.

Questi prodotti vanno applicati sull'intera superficie cutanea una o più volte al giorno, in quantità sufficiente in funzione di differenti variabili, come l'entità della secchezza, le condizioni climatiche, l'eventuale pratica di attività sportive. 

E' molto importante applicarli anche in fase di remissione della malattia, perché è dimostrato che questa applicazione previene le ricadute e la necessità di ricorrere ai cortisonici.

 

3) cortisonici topici: i cortisonici topici (ovvero per uso locale) vengono utilizzati nel trattamento della DA grazie al loro effetto anti-infiammatorio.

Negli ultimi anni è intervenuto il concetto di trattamento “pro- attivo”, ovvero l’utilizzo dei corticosteroidi topici per un trattamento anti-infiammatorio a lungo termine: di solito consiste nel proseguire 2 volte alla settimana l’applicazione dello steroide locale su quelle aree di cute precedentemente malata, anche quando la cute è tornata integra.

 

4) Antistaminici: il prurito nella dermatite atopica è sempre molto intenso e fastidioso ed influisce sulla qualità di vita del bambino e può beneficiare di un trattamento con antistaminico. 

 

5) Antibiotici: una conseguenza dell’alterazione della struttura dell’epidermide è la maggiore tendenza alle infezioni. Sulle lesioni infette (impetiginizzate) è pertanto opportuno ricorrere a farmaci antibiotici locali. In caso di diffusione dell’infezione a zone più ampie potrà essere necessaria una terapia con antibiotico per via orale.

 

6) Inibitori della calcineurina topici: si tratta di farmaci immunosoppressivi, applicati localmente, che vengono utilizzati in quei casi in cui è necessaria la terapia con steroidi per lunghi periodi, con dermatite medio-grave.

 

7) Farmaci per via sistemica: cortisonici per via sistemica o farmaci immunosoppressori dovrebbero essere limitati ai casi gravi dove il potenziale del trattamento topico si è esaurito.

 

Vero o Falso?

 

  • La dermatite atopica è contagiosa? FALSO 

La dermatite atopica non è contagiosa.

 

  • Esiste una familiarità per dermatite atopica? VERO

Le malattie atopiche hanno una determinazione genetica: la concordanza nei gemelli monozogoti è dell’80%, nei gemelli dizogoti del 30%!

La presenza di una familiarità è anche testimoniata dal fatto che i figli di genitori con dermatite atopica presentano un aumento del rischio di sviluppare a loro volta questa condizione.

 

  • La dermatite atopica migliora in certe stagioni? VERO

Spesso la dermatite si attenua al mare e in estate: in effetti l'esposizione al sole può avere un effetto positivo, naturalmente con tutte le precauzioni del caso, quindi evitando le ore più calde e con una protezione adeguata.

  • La dermatite atopica è segno che il bambino sarà allergico a qualcosa? VERO/FALSO
  •  

E’ vero che nel bambino con DA (o nei suoi familiari) possono coesistere altre manifestazioni reattive/allergiche quali asma, rinite e congiuntivite allergica, ma è anche importante sottolineare che la dermatite atopica non è una forma di allergia.  Il bambino con dermatite atopica non va automaticamente considerato allergico: può esserci un collegamento con le allergie, perché può esserci una base biologica comune e perché le lesioni della pelle, specialmente nelle forme più gravi e persistenti, possono facilitare l'ingresso di antigeni - gli agenti che scatenano le allergie - e questo può facilitare nel tempo l'insorgenza di future allergie respiratorie o alimentari.

 

  • La dieta può essere utile nel trattamento della DA? VERO/FALSO

Circa il 60% dei soggetti affetti da dermatite atopica possiede IgE specifiche per i più comuni allergeni alimentari o inalanti. Va però sottolineato che non basta la positività delle IgE o la positività ai test cutanei (prick test) per un determinato allergene per intraprendere una dieta di esclusione. Tale scelta andrà infatti valutata caso per caso sia sulla base della positività agli esami che sulla base del quadro clinico presentato dal bambino.

 

  • Quando la pelle migliora si può sospendere la terapia? FALSO

La dermatite atopica è una malattia cronica caratterizzata da fasi di remissione e fasi di esacerbazione. E’ opportuno pertanto che la cura della pelle, l’igiene della cute, l’utilizzo di emollienti ed idratanti non venga sospeso durante le fasi di remissione. 

 

  • La dermatite atopica è una malattia invalidante per la vita quotidiana del bambino? VERO

L’impatto della dermatite atopica sulla qualità della vita può essere devastante. La cute arrossata, desquamante o essudante può interferire con le relazioni sociali. Il prurito grave e incessante può essere causa di difficoltà di concentrazione nello studio, può interferire con il sonno del bambino e causare stanchezza eccessiva. Inoltre, il prurito e il disagio estetico possono avere ripercussioni sullo sviluppo psicologico del bambino. Infine, il prurito che peggiora con la sudorazione può impedire la pratica di attività sportive.

 

La DA è quindi una patologia estremamente frequente in età pediatrica, tutt’altro che facile da trattare e controllare e che, se non adeguatamente gestita, può compromettere la qualità di vita del bambino: è fondamentale quindi una buona collaborazione tra pediatra, specialista dermatologo, genitori e paziente stesso per una buona riuscita della gestione della malattia!

 

Dott.ssa Valentina Decimi - Salvagente Italia 

(Pediatra)

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