Coronavirus e bambini: una strana combinazione

Dalle manifestazioni cliniche più sfumate, ai consigli su come evitare il contagio per i bambini, ai risvolti psicologici che un’epidemia ha sulla popolazione pediatrica: coronavirus e bimbi, una combinazione particolare.

Cosa è un CORONAVIRUS?

I coronavirus (CoV) sono un’ampia famiglia di virus respiratori: sono dei comuni agenti infettanti in molte specie animali, ma hanno la capacità di evolversi e infettare l’uomo per poi diffondersi nella popolazione attraverso il contatto interumano. Attualmente esistono 4 coronavirus nel mondo in grado di infettare l’uomo dando infezioni del tratto respiratorio superiore (raffreddore) e a questi si aggiungono altri 3 coronavirus (SARS-CoV, MERS-CoV e il “nuovo coronavirus”, rinominato SARS-Cov-2) che causano invece infezioni respiratorie delle basse vie aeree, che, in alcuni casi, possono essere infezioni severe. 
Il virus che causa l'attuale epidemia in corso ha un “nome proprio”: è stato chiamato "Sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2" (SARS-CoV-2). Questo virus non si limita ad infettare solo le alte vie respiratorie ma causa infezioni delle BASSE VIE AEREE ANDANDO AD INTERESSARE GLI ALVEOLI POLMONARI e causando, pertanto, un quadro clinico di gravità maggiore e con maggiore letalità.

 

COME SI MANIFESTA NEI BAMBINI?

Il quadro sintomatologico nei bambini è caratterizzato pressoché dagli stessi sintomi che si rilevano negli adulti ovvero febbre, tosse, dolori muscolari diffusi e dispnea (solo nei casi più gravi). Più raramente sono stati evidenziati diarrea, mal di gola e scolo mucoso in faringe.
Attualmente, però, dai dati fino ad ora disponibili, sembra che questo virus si diffonda nella popolazione pediatrica con una sintomatologia più lieve e sfumata che addirittura a volte lo rende “non riconoscibile”.
Le possibili spiegazioni di questa apparente minore diffusione nella popolazione pediatrica e di una sintomatologia meno grave sono diverse: 

  • una prima ipotesi è che la popolazione pediatrica, rispetto a quella adulta, abbia una “minore esposizione” al virus in quanto impegnata in un minor numero di viaggi e meno esposta a luoghi di assembramento quali treni, aerei, stazioni ecc.
  • altra ipotesi è che ci sia una “resistenza intrinseca” al SARS COV-2: si ipotizza che il sistema immunitario dei bambini sia in grado di reagire con una risposta innata più efficace!
  • Infine, si è ipotizzato che il sistema immunitario dei bambini sia più “allenato” dalle vaccinazioni tipiche dei primi anni di vita che lo renderebbero maggiormente responsivo allo sviluppo di una risposta immunitaria adeguata.

Solo ulteriori studi consentiranno di comprendere il diverso comportamento che questa infezione sta assumendo nella popolazione pediatrica.

 

 COSA POSSIAMO FARE PER PROTEGGERE I BAMBINI?

Quali misure si possono mettere in atto per la protezione dei più piccoli?

  • La misura più efficace è sicuramente il rispetto delle buone norme igieniche che, quando si parla di bimbi, sembrano essere più difficili da far rispettare: insegniamo ai più piccoli il lavaggio frequente delle mani, che deve essere effettuato per circa 60 secondi, con acqua e sapone, raggiungendo bene le zone interdigitali, il pollice e le zone subungueali.
  • In caso di tosse o starnuto sarebbe opportuno starnutire e tossire nell’incavo del braccio, per evitare di starnutire sulle mani e renderle poi veicolo di infezione. Qualora il bambino starnutisse o tossisse mettendo la mano davanti alla bocca (comunque buona pratica educativa) ricordargli di lavare le mani con acqua e sapone.
  • Evitare di toccare naso, bocca e occhi con le mani che potrebbero essere sporche e essere fonte di contagio e per evitare che il bimbo stesso affetto da una infezione respiratoria la trasmetta ad altri.

Da parte dei genitori dei piccoli pazienti ci sono alcune buone regole che dovrebbero essere rispettate per limitare contagi e diffusione delle infezioni:

  • EVITARE ACCESSI INUTILI AL PRONTO SOCCORSO PER PATOLOGIE E CONDIZIONI NON REALMENTE URGENTI;
  • LE VISITE DAL PEDIATRA DI FAMIGLIA DOVREBBERO ESSERE CONCORDATE PREVIO CONTATTO TELEFONICO CON IL PEDIATRA STESSO;
  • I BAMBINI DOVREBBERO ESSERE CONDOTTI ALLE VISITE ACCOMPAGNATI DA UN SOLO GENITORE CHE SIA POSSIBILMENTE IN BUONA SALUTE;
  • DURANTE LA SOSTA NEI LOCALI DI ATTESA (AMBULATORIALI O DEL PRONTO SOCCORSO) RICORDARE CHE ANCHE I GIOCATTOLI POSSONO TALVOLTA ESSERE FONTE DI INFEZIONE.

 

IL VIRUS E I RISVOLTI PSICOLOGICI:

Un’ultima considerazione riguardante i più piccoli va fatta in merito ai risvolti psicologici che la situazione attuale può creare nei bambini di tutte le età. 
Innanzitutto, ricordiamoci che i bambini ascoltano ed assorbono le emozioni vissute in famiglia: la paura dei genitori, le notizie riguardanti eventuali infezioni di persone care, la rabbia per la reclusione forzata vengono percepite anche dai più piccoli.
Del resto, in una convivenza costante con i propri figli e in un periodo di grandi preoccupazioni, è anche impossibile chiedere ai genitori di non lasciare trasparire alcuna emozione.
Proviamo allora a spiegare spesso ai bambini cosa sta succedendo, usando un linguaggio adeguato, motivando le preoccupazioni dei genitori, spiegando le emozioni di mamma e papà e provando a far esprimere le emozioni ai bambini stessi attraverso il gioco, il disegno, la scrittura…
Non dimentichiamo di lasciare dei messaggi di positività riguardanti il futuro: ricordiamo ai piccoli che la situazione è transitoria e il ritorno alla “normalità” sarà possibile.
Inoltre, soffermiamoci a pensare che la situazione attuale comporta riduzione per i bambini del tempo libero all’aperto, comporta impossibilità a frequentare i coetanei, irregolarità del ritmo sonno veglia, maggiore tempo trascorso davanti alla tv.
Per scongiurare il rischio di ripercussioni fisiche e psicologiche nei pazienti in età pediatrica proviamo ad inventare giochi in movimento anche tra le mura di casa, facciamo lavorare la fantasia, manteniamo i “contatti virtuali” con amichetti tramite piccole videochiamate: confrontarsi con i coetanei che stanno vivendo la stessa “avventura” potrà aiutare a condividere gli sforzi. Infine, cerchiamo di mantenere regolari ritmi sonno-veglia e una dieta bilanciata entrambi fattori che aiuteranno a restare “ancorati” alle abitudini della situazione di “normalità”.

 

salvagente italia Salvagente Italia è un’Associazione di Promozione Sociale nata nel 2013 dall’impegno di Mirko Damasco, Filippo Castelli e Silvia Riboldi con lo scopo di diffondere la cultura del Primo Soccorso in Italia grazie a corsi ed eventi accessibili a tutti.
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