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Come conservare le amicizie dopo la nascita di un figlio

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Come conservare le amicizie dopo la nascita di un figlio
amicizie famiglia
Come cambiano le amicizie dopo la nascita di un figlio? Gli scenari possibili sono molti e variegati.

In alcuni casi, infatti, è possibile che gli amici "spariscano" o che i rapporti si incrinino irrimediabilmente: può capitare di non ritrovarsi più nei discorsi e negli svaghi di un tempo e, magari, preferire la compagnia di altre mamme o di altri papà. Ma è anche frequente che gli amici di sempre diventino una boa alla quale aggrapparsi nei momenti più duri, nonché un valido aiuto nella gestione della vita quotidiana

L'universo della genitorialità abbraccia infatti ogni ambito della propria esistenza e anche la rete sociale a cui si era soliti fare riferimento potrebbe cambiare e mutare nel tempo. Una cosa, però, è certa: coltivare e conservare le amicizie (nuove o vecchie che siano) dopo essere diventati genitori è fondamentale per continuare a vivere pienamente la propria vita anche al di fuori della famiglia.

Gli amici che "spariscono"

Diventare genitori significa fare anche i conti con quegli amici che, più o meno gradualmente, si danno alla macchia. E le motivazioni (quando ci sono) possono essere varie: ritmi di vita diversi e necessità mutate possono essere usati come scuse (da una parte e dall'altra) per troncare un rapporto che, probabilmente, era già in crisi.

Il bebè, insomma, non è mai il problema. A esserlo sono malumori passati o trascorsi difficili già presenti ben prima di diventare genitori. L'arrivo di un figlio, in questi specifici casi, ha il pregio di far "pulizia" fra la cerchia degli amici, eliminando letteralmente quelle conoscenze superficiali che poco regalavano all’esistenza di ambo le parti (se non chiacchiere di circostanza). A essere "persi per strada", poi, sono anche gli amici che non sono capaci di adattarsi ai ritmi di vita a cui, giocoforza, i neogenitori sono costretti.

Inutile girarci intorno: amicizie di questo tipo è meglio perderle che mantenerle perché rischiano di essere solo una fonte di stress e ansia non richiesti.

Genitorialità e vera amicizia: il tempo si trova sempre

Sgomberato il campo dalle amicizie poco profonde, rimangono gli amici veri, quelli che non ci pensano due volte a "perdersi" un sabato sera spensierato per passarlo con una mamma o un papà alle prese con pannolini, poppate e giochi sul tappeto.

Amicizia significa condivisione, ma da entrambi i lati. Se un'amica (non ancora mamma) prova gioia e piacere a passare del tempo di qualità con amici già genitori, dovrebbe essere vero anche il contrario. Il tempo, in fondo, si trova sempre: basta un po' di organizzazione e forza di volontà.

Questo per dire che le amicizie vanno coltivate, coccolate e innaffiate con esperienze e condivisioni: insomma, vanno fatte crescere. Non coltivare un'amicizia significa farla seccare e alla lunga i rami potrebbero spezzarsi.

Come in (quasi) tutti i casi della vita, la giusta via sta nel mezzo: il compromesso mette tutti più o meno d'accordo. E allora una mamma o un papà non dovranno minimizzare i problemi degli amici non ancora genitori (anche se possono sembrare futili) e un'amica o un amico non dovranno escludere i già genitori perché il ventaglio di cose da fare tutti insieme (almeno inizialmente) si restringe notevolmente.

Il tempo per un caffè si trova sempre. Un pranzo tutti insieme è (anche) a misura di bambino. Una bella passeggiata al parco è sempre un'ottima cosa da fare, con o senza bambini. Fossilizzarsi sui problemi e le limitazioni serve a poco, ma apprezzare ciò che rimane ci farà vivere meglio e in modo sicuramente più appagante.

La mamma fuori, il papà a casa col bebè (e viceversa)

Quando si diventa genitori non bisogna mettere da parte interessi e passioni, perché ne andrebbe della propria identità. E allora non c'è niente di male se, di tanto in tanto, il bebè rimane a casa con uno dei due genitori, permettendo all'altro di uscire e magari passare un pomeriggio o una serata con gli amici di sempre. Vivere la propria vita anche al di fuori della famiglia significa appagare le proprie inclinazioni e tener conto delle proprie necessità, dei propri desideri e dei molteplici lati del carattere che contraddistinguono ognuno di noi.

E in fondo un genitore appagato è un genitore felice che, di rimando, sarà in grado di trasmettere sicurezza e felicità anche nel rapporto con i propri figli.