Come proteggere la pelle e gli occhi dei più piccoli

 

L’arrivo dell’estate coincide con il periodo delle vacanze scolastiche per bambini e ragazzi e, di conseguenza, con un maggior periodo di tempo trascorso all’aperto ed in genere con soggiorni, più o meno lunghi, al mare o in montagna. Tutto ciò comporta una maggiore esposizione al sole e agli effetti delle sue radiazioni, in particolar modo sulla cute. Le radiazioni solari sono costituite da raggi ultravioletti (UVA ed UVB), infrarossi e luce visibile: i più importanti, per quanto riguarda le azioni sulla cute, sono gli ultravioletti (rappresentano il 5% dell’intera radiazione solare), e tra essi gli UVA ( rappresentano il 98% degli UV).

Il sole esercita sull’organismo azioni positive (calore, benessere, produzione di Vitamina D) ma, in maggior misura, azioni negative, alcune delle quali a breve termine (secchezza cutanea, ustioni, fotosensibilizzazione, foto-tossicità), altre a medio e lungo termine (alterazione del DNA, tumori cutanei quali i melanomi). Prima di procedere è necessario evidenziare che, a prescindere dal fototipo individuale,  la pelle dei bambini, soprattutto nei primi 2-3 anni di vita, è diversa da quella dell’adulto: ha infatti meno acqua al suo interno, una barriera cutanea non completamente formata ed uno spessore inferiore. Ha anche un patrimonio di cellule staminali che fisiologicamente tende a ridursi con gli anni ma che è particolarmente sensibile agli effetti delle radiazioni solari.

 

Al di là della necessità di garantire un’esposizione solare sufficiente alla produzione di Vitamina D, estremamente importante per il benessere dell’osso (pare siano adeguate esposizioni di 15-20 minuti al giorno) e per tutta una serie di altre azioni su diversi apparati, è fondamentale proteggere la cute, quale azione preventiva nei confronti dei danni causati dal sole, in particolar modo quelli a medio e lungo termine. Dati statistici evidenziano che oltre il 50% dell’esposizione solare totale si realizza nei primi 18 anni di vita, e contestualmente che eventuali ustioni occorse in età infantile quadruplicano il rischio di melanomi e di altri tumori cutanei in età adulta.

 

Peraltro numerosi studi condotti in varie parti del mondo evidenziano come nella maggioranza dei casi i bambini non siano sufficientemente protetti (trascorrono molte ore senza la protezione di indumenti, l’applicazione delle creme protettive è poco frequente, la tipologia delle stesse e soprattutto l’indice di protezione non è adeguato, non utilizzano occhiali sa sole etc.). Tutto ciò premesso, oltre a rispettare alcune semplici norme quali evitare l’esposizione per periodi prolungati e nelle fasce orarie a maggior insolazione e utilizzare indumenti protettivi (magliette e calzoncini, cappellino, occhiali), è di fondamentale importanza l’applicazione di creme protettive che, lo anticipo, deve avvenire prima dell’esposizione solare, frequentemente (ogni 2 ore) e dopo  ogni bagno.

 

L’applicazione della crema non rappresenta peraltro un nulla osta ad esposizioni prolungate. Proprio per le peculiari caratteristiche della cute dei bambini, sopra evidenziate, è intuitivo che le creme protettive consigliate debbano avere caratteristiche specifiche sia in situazioni fisiologiche che, ancor di più, in condizioni di cute alterata o francamente patologica (pensiamo, ad esempio, alla dermatite atopica). Sinteticamente, le creme possono contenere schermi minerali (agiscono per riflessione, funzionando come uno specchio), filtri chimici (o organici) che funzionano con un meccanismo di assorbimento e filtri organo-minerali che agiscono sia per riflessione che per assorbimento. A prescindere dalla tipologia, le creme solari devono garantire una protezione sia contro  gli UVA che gli UVB (in osservanza alle Direttive europee, la protezione nei confronti degli UVA deve essere almeno un terzo di quella verso gli UVB) ed il fattore di protezione contro gli UVB (indice SPF) deve essere chiaramente indicato (attualmente si è concordi nel consigliare preparati con indici  SPF 50+).

 

Un altro aspetto importante che andrebbe sempre considerato è la presenza di eventuali allergeni, sostanze potenzialmente tossiche, alcool, nanoparticelle, profumi. Tutti questi componenti, in considerazione della maggiore sensibilità della cute del bambino, non dovrebbero essere contenuti in creme indicate nella fascia di età pediatrica. Nei più piccoli, appare utile l’applicazione di creme/spray colorati che facilitano il controllo della corretta applicazione. In ogni caso è importante l’esempio dei genitori (il bambino che vede il papà e/o la mamma utilizzare una crema tenderà ad imitarli e acquisirà maggiore attenzione verso la protezione dal sole); quindi ricordiamoci che i bambini ci osservano e ci imitano, nel bene e nel male.

 

Infine, massima attenzione alla protezione della pelle ma non dimentichiamo gli occhi. Esiste una correlazione dimostrata tra esposizione al sole e sviluppo di cataratta nell’età adulta. Pertanto, oltre alle creme solari, non dimenticate un valido occhiale da sole.

Con l’invito a tenere in considerazione quanto esposto, buone vacanze a tutti i lettori.

 

 


 

Dr_Domenico_Careddu

Dr. Domenico Careddu

Medico Chirurgo, specialista in Pediatria

Specialista in idrologia medica

Master di II livello in fitoterapia

Master di II livello in neonatologia

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