Problemi di pelle dei neonati: quali sono i più frequentiNovembre 2017

La pelle del neonato, soprattutto del prematuro, è sottile e delicata e caratterizzata da un aumentato assorbimento percutaneo, di conseguenza è importante applicare prodotti adatti per evitare fenomeni tossici legati al passaggio in circolo, attraverso una barriera epidermica immatura, di sostanze applicate sulla cute. Inoltre essa è più suscettibile a irritazioni e lesioni rispetto a quella dell'adulto, ma anche ad infezioni cutanee, poichè il sistema immunitario è ancora immaturo. 

 

La desquamazione che compare nelle prime 24-36 ore dal parto e termina entro la terza settimana di vita è fisiologica, ma se presente già dalla nascita può essere indicativa di postmaturità (bimbo nato dopo la 42 settimana di gravidanza), anossia intrauterina (cioè insufficiente apporto di ossigeno), ittiosi congenita (malattia rara della pelle). Alla nascita la cute appare rosso-purpurica soprattutto alle estremità (acrocianosi), fenomeno fisiologico che regredisce spontaneamente e che va distinto dalla cianosi vera (colorazione bluastra di cute e mucose per la presenza di emoglobina non ossigenata).

 

La presenza di chiazze rossastre reticolate nel tronco e negli arti prende il nome di cutis marmorata, fenomeno fisiologico che può durare diverse settimane o mesi e rappresenta una risposta dei capillari e delle venule al freddo. Se il colorito è più violaceo e persistente nonostante il calore, potrebbe trattarsi di una cutis marmorata teleangectasica congenita, malattia rara che si associa ad altre anomalie (ipoplasia dell'arto, glaucoma, ecc.). Nei prematuri e raramente nei nati a termine può verificarsi il fenomeno di Arlecchino: una metà del corpo si arrossa e l'altra si sbianca per un tempo variabile tra 30 secondi e 20 minuti. Ciò è dovuto all'immaturità dei centri ipotalamici che controllano il tono vascolare e si verifica dalle prime ore di vita fino alla seconda o terza settimana di vita. 

 

Nel 60% dei neonati a termine e nell'80% di quelli prematuri è presente l'ittero fisologico durante la prima settimana di vita per l'accumulo di bilirubina nel sangue. Generalmente questa condizione è transitoria e regredisce spontaneamente in pochi giorni, ma in alcuni casi bisogna ricorrere alla fototerapia (lampade ultraviolette) per smaltire l'eccesso di bilirubina.

 

Sulla cute del neonato, soprattutto di origine asiatica, si possono notare dalla nascita o dai primi mesi di vita le macchie mongoliche cioè macchie bluastre o grigio-ardesia (1-10 cm di diametro), provocate  dall'accumulo sottocutaneo di melanina, uniche o multiple, più spesso localizzate nella regione lombo-sacrale, che gradualmente scompaiono negli anni. Altre macchie molto comuni che possono essere già presenti alla nascita sono le macchie caffè latte: hanno colorito marrone, forma ovalare dimensioni e numero variabile. In caso di macchie multiple è importante il follow up clinico periodico dal dermatologo nel corso degli anni per valutare l'eventuale aumento numerico o la comparsa di altre pigmentazioni o segni particolari della cute. Infatti, sebbene spesso siano in numero esiguo e prive di significato patologico, quando sono multiple possono essere indicative di sindromi con problematiche extracutanee (es. neurofibromatosi).

 

Nelle prime settimane di vita e meno frequentemente alla nascita compaiono lesioni vascolari:

 

- gli emangiomi infantili che possono essere preceduti da un'area bianco-bluastra (precursore) o esordire già fin da subito come una macchia o placca rossa che cresce e si ispessisce nei primi mesi di vita e, dopo una fase di stabilità, gradualmente regredisce nel corso degli anni; 

 

- le malformazioni capillari che comprendono varie condizioni che variano da entità frequenti e non patologiche come le salmon patches (chiazze rosa salmone prevalentemente nella testa) a rare sindromi complesse.

 

Le procedure diagnostiche invasive prenatali possono lasciare esiti come segni cutanei da puntura e cicatrici, ad esempio nell'1-3% dei piccoli nati da madri che hanno effettuato l'amniocentesi. Noduli calcifici del tallone, del torace e dello scalpo possono comparire nel neonato in seguito a procedure come prelievi del sangue, somministrazione di calcio intramuscolo o intravena, o in età infantile per  l'esecuzione di elettroencefalogramma o elettrocardiogramma.

 

Molto comune è la miliaria che si manifesta con numerosi puntini rossi leggermente rilevati e bollicine a capocchia di spillo, esacerbate da caldo e umidità e dovute alla ritenzione del sudore che si verifica nelle prime settimane per immaturità dei dotti eccrini. Altre lesioni da ritenzione sono i milia, piccole cisti da accumulo di cheratina che compaiono nel volto del neonato come papulette perlacee bianche o gialle di 1-2 mm di diametro e che generalmente regrediscono spontaneamente nelle prime 3-4 settimane di vita (possono persistere anche fino al 2° o 3° mese di vita). Analoghe  lesioni bianco-perlacee o gialle di 2-3 mm possono comparire nelle gengive (noduli di Bohn) e nel palato duro (perle di Epstein) e scompaiono spontaneamente in poche settimane. L'iperplasia sebacea è un altro fenomeno fisiologico transitorio e autorisolutivo che si manifesta con papule dal giallo al color carne sul dorso del naso, sulle guance e sul labbro superiore, in risposta agli androgeni trasmessi dalla mamma.

 

La stimolazione ormonale delle ghiandole sebacee sembra essere alla base dell'acne neonatale che si manifesta con papule eritematose e lesioni papulo-pustolose del volto. Un'eruzione acneiforme con minuscole papule e pustole su guance, fronte e mento, è la pustolosi cefalica del neonato, causata dalla Malassezia (lievito saprofita cioè che normalmente abita sulla nostra cute). In questi casi la risoluzione può essere più rapida applicando gli agenti antifungini.

 

Molto comune sul cuoio capelluto dei neonati è la crosta lattea, dovuta ad un'eccessiva secrezione di sebo. Tale condizione si manifesta con piccole squame giallastre che possono provocare prurito e per la cui rimozione esistono vari prodotti specifici. Si può associare la dermatite seborroica del volto che si manifesta con eritema e desquamazione su fronte, orecchie e naso. 

 

L'eritema tossico del neonato è un'eruzione cutanea benigna a risoluzione spontanea che esordisce nei primi 3-4 giorni di vita o massimo entro il 10 giorno di vita, caratterizzata da macule rosse seguite da papule e pustole biancastre di 1-3 mm diffuse in tutto il corpo, in particolare nel tronco.  La melanosi pustolosa neonatale transitoria è un'altra eruzione vescicolo-pustolosa autorisolutiva, tipica dei soggetti di colore e che dopo 24-48 ore evolve in macule iperpigmentate che si schiariscono in qualche settimana o mese.

 

La follicolite pustolosa eosinofilica e l'acropustolosi dell'infanzia sono caratterizzate da pustole pruriginose e diffuse più spesso nello scalpo e nelle estremità e dalle caratteristiche simili. Talvolta è necessario ricorrere ad una biopsia cutanea per la diagnosi, perchè simulano altre condizioni ma, sebbene possano recidivare, si risolvono spontaneamente dopo i primi anni di vita. Nel caso della follicolite pustolosa eosinofila potrebbe essere  necessario l'uso di antistaminici e di steroidi locali per il controllo della sintomatologia.  

 

Le dermatiti da pannolino sono tra i problemi più comuni del neonato e comprendono un'ampia varietà di condizioni. In tale sede la cute è sottoposta al contatto prolungato con urine e feci che danneggiano la barriera cutanea, rendendola più vulnerabile  a fattori irritativi e infezioni. La dermatite irritativa è la condizione più frequente e si manifesta con rossore nelle aree convesse (che vengono a contatto con pannolino) e risparmio delle pieghe e meno frequentemente con lesioni papulose, erosive o papulo-erosive. Il coinvolgimento delle pieghe cutanee e la presenza di papule o pustole periferiche (lesioni satelliti) sono tipiche dell'infezione (primaria o secondaria) da Candida, la cui proliferazione è favorita dall'ambiente caldo umido e dall'uso di antibiotici.

 

Nelle forme irritative la guarigione si ottiene seguendo norme igieniche adeguate come il cambio frequente del pannolino, la detersione delicata con detergenti privi di tensioattivi aggressivi, l'applicazione di paste all'ossido di zinco ad ogni cambio di pannolino per mantenere asciutta la cute. Nel caso di infezione da Candida sono necessari gli antimicotici topici. Bisogna tener presente che anche i lavaggi frequenti seguiti da un insufficiente risciacquo possono dare origine a forme particolari di dermatite irritativa. Nei casi resistenti alle terapie o con lesioni particolari si consiglia la valutazione del dermatologo, poichè esistono patologie di eziologia diversa che coinvolgono l'area del pannolino.

 

 


    

Dottoressa Iria Neri

Responsabile Ambulatorio di Dermatologia Pediatrica

UO Dermatologia

Azienda Ospedaliero - Universitaria S.Orsola Malpighi Bologna

 

 

 

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