Impetigine: cause e rimediDic. 2017

L'impetigine è un'infezione cutanea superficiale molto comune nei bambini tra i 2 e i 5 anni, ma che può interessare qualsiasi età. E' provocata generalmente da Staphylococcus aureus e da Streptococcus pyogenes (Streptococco beta-emolitico di gruppo A).

 

Questi batteri Gram positivi per provocare un'infezione devono superare la barriera cutanea o mucosa ed essere presenti in quantità tale da oltrepassare le difese. La prima barriera di difesa è infatti costituita dalla cute, che contrasta la penetrazione dei microrganismi con un’azione meccanica, chimico-fisica (basso pH), antimicrobica. Successivamente il sistema immunitario attiva altri meccanismi di difesa.

 

La presenza di ferite, abrasioni, ulcere costituisce una porta d'entrata preferenziale per questi microrganismi, infatti sono fattori favorenti i traumi superficiali e le punture di insetto, ma anche il contatto con la terra e la sabbia,  il clima caldo-umido, la dermatite atopica per la presenza di un difetto di barriera. Tuttavia l'impetigine può svilupparsi anche su cute apparentemente integra.  Malnutrizione, immunosoppressione, diabete, scarsa igiene, ed anche la frequenza di asilo nido e ambienti sovraffollati rendono più suscettibili all'infezione.

 

Il periodo di incubazione è di 1-3 giorni per lo Streptococcus e di 4-10 giorni per lo Staphilococcus.

Le zone più coinvolte sono quelle scoperte quali il volto, le aree periorifiziali (naso e bocca) e gli arti. 

 

L’impetigine è una malattia contagiosa e si contrae per lo più a seguito del contatto diretto con le lesioni infette come può avvenire nei bambini in comunità quali la scuola o durante il gioco; più raramente si trasmette in modo indiretto attraverso indumenti o  asciugamani infetti.

Essa inoltre  si diffonde per autoinoculazione (attraverso le dita) nello stesso soggetto.

 

Si manifesta in oltre il 70% dei pazienti in forma non bollosa, causata nell'80% dei casi da S.aureus, nel 10% da Streptococcus beta emolitico gruppo A, in un altro 10% dalla combinazione dei due batteri. Si può presentare con papule o pustole eritematose di 1-2 mm che diventano vescicole circondate da un alone rosso. Le vescicole si rompono con facilità e fuoriesce un fluido giallastro che si secca dando origine ad una crosta giallo-brunastra. 

 

Meno frequentemente l'impetigine si manifesta in forma bollosa, che è causata quasi esclusivamente da S. aureus e si presenta con bolle flaccide a pareti sottili o erosioni superficiali, con possibile coinvolgimento della mucosa buccale.

Nel caso in cui l'infezione coinvolga gli strati profondi della pelle, con conseguenti ulcere ed esiti cicatriziali, si parla di ectima.

Possono associarsi prurito, febbre e aumento dei linfonodi regionali.

 

Le manifestazioni cliniche e la sintomatologia sono sufficienti per la diagnosi.

Il tratto respiratorio superiore può essere un importante serbatoio per gli Stafilococchi nei soggetti asintomatici e meno frequentemente la zona perineale (cioè tra i genitali e l'ano). L'eradicazione del serbatoio batterico è importante anche nei familiari  asintomatici che possono essere causa delle forme recidivanti di infezione.   

 

Se non trattata l'impetigine può durare molte settimane con comparsa di nuove lesioni sia in prossimità di quelle iniziali sia a distanza per autoinoculazione. In genere, in caso di forme lievi-moderate con poche lesioni un antibiotico locale è sufficiente, ma le forme severe con lesioni multiple necessitano di antibiotici sistemici. La scelta tra gli antibiotici topici comprende varie molecole, tra cui acido fusidico, retapamulina, mupirocina (reperibile anche come formulazione intranasale da utilizzare per la bonifica dei reservoir batterici nasali nei portatori sani). Altre molecole meno utilizzate sono bacitracina, eritromicina, neomicina (quest'ultima ha maggiore probabilità di provocare una dermatite da contatto). 

 

La terapia antibiotica sistemica può essere scelta in base all'antibiogramma da tampone cutaneo in caso di forme particolarmente severe o recalcitranti, oppure si può scegliere empiricamente un antibiotico ad ampio spettro, optando tra eritromicina o penicilline resistenti alle penicillasi (es. cloxacillina), amoxicillina + acido clavulanico, cefalosporine di 1 o 2 generazione, clindamicina, altri macrolidi come claritromicina o azitromicina. Negli ultimi anni sono state riportate infezioni da ceppi nuovi di Stafilococco quali lo  S. aureus meticillino-resistente, soprattutto in ambito ospedaliero, che rispondono al trattamento con clindamicina, doxiciclina e trimetoprim-sulfametossazolo.

Il grattamento può peggiorare le lesioni ed essere causa di disseminazione dell'infezione, pertanto talvolta bisogna ricorrere all'antistaminico per il controllo del prurito. Le croste possono essere rimosse delicatamente con sapone e acqua, o dopo impacchi di acqua calda se particolarmente adese.

 

Nella gran parte dei casi l'infezione da impetigine si limita alla cute ma il trattamento antibiotico è importante per ridurre la possibilità di coinvolgimento di altri organi (reni, articolazioni, ossa, polmoni), inclusa la febbre reumatica. Nel 5% dei casi di impetigine si può sviluppare una glomerulonefrite poststreptococcica, ma non ci sono dati certi sulla capacità degli antibiotici sistemici di ridurre questa eventualità. In caso di glomerulonefrite compaiono febbre, ematuria (sangue nelle urine), edema, ipertensione. 

 

Per la prevenzione della diffusione dell'impetigine è importante il lavaggio frequente delle mani, una buona igiene personale e della biancheria (compresi gli asciugamani), coprire le lesioni cutanee, tenere corte e pulite le unghie. Poichè tale infezione è molto contagiosa nei bambini, bisogna evitare il contatto con altri bambini e coprire con cerotti le lesioni situate nelle parti scoperte.

 

Per la prevenzione dell'impetigine secondaria a patologie cutanee croniche come la dermatite atopica, è importante il controllo della patologia di base con creme che ripristinano la funzione di barriera della cute, oltre che il controllo del prurito con antistaminici.

 

 

 


    

Dottoressa Iria Neri

Responsabile Ambulatorio di Dermatologia Pediatrica

UO Dermatologia

Azienda Ospedaliero - Universitaria S.Orsola Malpighi Bologna

 

 

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