Il suo primo NataleDic. 2015

Diverso, semplice, intenso... in una parola: unico!
 
Il suo primo Natale - quello di lui - pensate un po', lo confondo già.
Il mio primo bimbo ha solo cinque anni, ma ho dovuto cercare nella cronologia del blog per mettere esattamente a fuoco gli eventi di quell'anno.
E dopo averlo trovato ho capito perché me lo ero dimenticato: era stato tremendo.
Tremendo a raccontarlo, ma bello e struggente ora che lo ripercorro col ricordo.
Quel Natale fu a metà tra la mia vecchia città e la casa nuova con le pareti ancora fredde di calce, fu l'ultimo con mia nonna che poi ci lasciò, quel Natale furono quattro ore in macchina su un'autostrada deserta per raggiungere il resto della famiglia già riunita.
Ma fu il primo Natale in tre.
Fu il Natale in cui lui ballò per noi Shakira come solo un bambino di un anno sa fare: aggraziato come una marmotta e irresistibile.
Fu il primo Natale che poteva essere solo stancante, malinconico e logisticamente tremendo e che invece, grazie a lui, è oggi nel mio ricordo semplice, dolce e intenso.
 
Non date retta ai detrattori del primo Natale, quelli del “eh, ma tanto cosa vuoi che capisca, piccolo com'è”.
È vero: non è ancora il Natale dell'attesa né quello della letterina, non è ancora quello in cui scoppierà in lacrime alla vista di vostro suocero travestito da Babbo Natale, né quello del “quanto manca, mamma? Eh? Mamma? Ma quanto manca?”.
Però.
 
Però potrete impastare biscotti, pane o chissà che altro e se proprio non è neonato dargli un pezzettino con cui pasticciare: lui ci si arrovellerà sopra per ben dieci minuti, e a voi sembrerà un'eternità. Non è poco.
 
Potrete accendere l'albero e leggere lo stupore della prima volta nei suoi occhi. E della seconda, perché con ripetuti saltelli entusiasti e la manina grassoccia v'indicherà chiaramente: “dai, rifallo”. Così riaccenderete le lucine. Saltello. Lucine. Saltello. Lucine.
Con tutta probabilità alla fine si fulmineranno, ma quanto si sarà divertito non ve lo potete immaginare.
 
Potrete accendere le carrols e ballare insieme in cucina: un bambino intorno all'anno non sa intonare Jingle Bells né disegnare una renna, ma sa già riconoscere la magia e praticare con serissima passione l'allegria più sfrenata.
 
Potrete guardare il presepe insieme e far parlare i personaggi come in un teatrino. Non è da escludere che dovrete estrargli S. Giuseppe dalla bocca, se non avrete avuto l'accortezza di farlo in un punto rialzato.
 
Potrete appendere le bocce di vetro sull'albero.
Non è vero. Questo non potrete davvero farlo, almeno fino ai 3 anni compiuti.
Se vostro figlio ha almeno sei mesi le bocce di vetro sono off-limits: le romperà tutte, inesorabilmente, cercando di pestarle ben bene ed eventualmente sgranocchiarle.
Ma grazie al cielo esistono legno, rafia e panno di stoffa, così pure con l'albero sarete sistemati.
 
Non date retta ai detrattori del primo Natale: perché sarà diverso, sarà semplice, sarà forse un po' stancante, ma sarà probabilmente vero e intenso come pochi prima di esso.

 

 


 

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Susibita

 

Lavoro dalla mia scrivania in cima a una collinetta verde, ho due bimbi -le due cose più belle e difficili che mi siano mai capitate- un cane ansioso, un gatto immunodepresso e un orto sfavillante. 

Lavoro sodo, amo molto, leggo tanto, bevo poco e penso troppo.

In tutto questo, ho pure un blog: http://susibita.blogspot.it/

 
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