Il nostro primo anno insiemeDic. 2015

Quante cose cambiano in un anno dopo l’arrivo del bebè?
 
 
Esiste un giorno speciale nella vita di ogni mamma, quando per la prima volta guardate gli occhi liquidi di vostro figlio e avvertite le farfalle nello stomaco e subito dopo paura per questa vita totalmente dipendente da voi. È il giorno in cui vi innamorate perdutamente di vostro figlio. 
E così trascorrono i giorni, immersi in un tempo prezioso, fatto esclusivamente di voi e di lui, del padre e dei fratelli. Giorni in cui la famiglia è semplicemente tutto. Ogni colichetta, ogni notte insonne, ogni mastite sofferta sono piccoli tasselli del puzzle della vostra vita.
 
L’atmosfera dei primi mesi è totalizzante, spesso neanche ci rendiamo conto del tempo che passa, del peso che aumenta e riempie quelle pieghe d’amore scolpendo mesi che scorrono via. È il tempo del presente, assoluto, quando al futuro non pensiamo, perché è sotto ai nostri occhi. 
Il suo sorriso da vago ed etereo si definisce con gorgoglii e primi sorrisi, rivolti proprio a noi, mamme, papà, fratelli e sorelle. Quando ascolta la nostra voce, gli occhi si illuminano di gioia pura. Sono consapevoli e ci riconoscono i bambini quando arrivano i 3 mesi.
 
Poi improvvisamente quando ascoltiamo gli amici o i parenti affermare che è cresciuto tanto, realizziamo che non è più quel piccolo neonato dei primi giorni, è un bambino di 5 mesi, che inizia a sperimentare i primi suoni, lalla, come si dice. E in quei primi timidi accenni sentiamo eco future della parola che sarà la sua preferita per anni: “mamma”. 
Eppoi la prima pappa, il primo vero cibo del nostro piccolo, le smorfie di scoperta dei sapori, delle verdure, del parmigiano. Sta seduto ora, accanto a noi, a tavola con la famiglia. È parte del rito del pasto, uno dei pilastri fondamentali della nostra educazione e dell’amore per se stessi. E il tempo ricomincia a scorrere, il futuro diventa la prospettiva dell’organizzazione del pranzo per il piccolo, di calendarizzazione dei primi assaggi. Torniamo a immaginarci e a sognare la sua crescita, quando camminerà, quando parlerà.
 
Iniziano le tappe del distacco e dell’autonomia, quei passaggi fondamentali dalle braccia di mamma all’indipendenza dei primi passi. 
A 7 mesi, 8 mesi la lallazione diventa più frequente, i suoni sono quasi parole, il "mamma" potrebbe già esordire. Una mattina, all’improvviso, potrebbe svegliarvi così, con la parola più pronunciata, e voi amarlo immensamente in quel momento.
In questo periodo per il vostro piccolo è tutta una scoperta, ogni giorno è speciale, scopre il mondo, toccandolo e masticandolo, cerca di muoversi da solo gattonando; quanta tenerezza provo ancora nel ricordare quanta fatica facevano i gemelli nel cercare di muoversi a 4 zampe. È il momento in cui la sofferenza per ogni nostra scomparsa lo spaventa, non ancora sicuro del nostro ritorno. 
La progressiva conquista della sua sfera di conoscenza e autonomia si accompagna con una nuova dimensione, la paura del distacco dal corpo caldo e sicuro di noi mamme, di chi lo ha amato e cullato nei suoi primi mesi. 
 
Gli ultimi 3 mesi prima dell’anno definiscono e scolpiscono la personicina che nostro figlio è diventata. Probabilmente farà i suoi primi passi, guardandovi negli occhi alla ricerca di conferme, di gioia. Mangerà i primi cibi solidi, magari rubandoli ai fratelli dal piatto. Riderà e si divertirà a toccare tutto, anche se voi direte no. 
I suoi pianti saranno sentiti e vi faranno male, perché dire di no al nostro piccolo è un’esperienza di sofferenza, ma anche di crescita nostra e sua. In questi 3 mesi giocherete insieme, vi porgerà i giochi, i libri di stoffa, gli oggetti preferiti, chiedendovi con i gesti e con gli occhi di farlo divertire. Imparerà a chiedervi di salire in braccio, semplicemente stendendo le sue piccole manine verso di voi, aprendovi il cuore. 
Il tempo corre adesso, vorreste fermarlo a volte, perché spesso vi ritrovate affannate a rincorrere minuti e momenti che sentite non torneranno più. Il futuro arriva ad ogni attimo, il presente sfugge, il passato è già tenerezza ed affetto, velata di malinconia. 
 
Il primo anno del nostro bebè è un giro matto di orologio: a volte è fermo, a volte corre rapido, a volte invece scandisce il secondo con i suoi rintocchi. Ci sono continui adattamenti da mettere in campo, nuove routine da creare e vecchie abitudini da abbandonare in poche ore. 
È un tempo di amore e di crescita interiore per noi mamme e non solamente per i nostri piccoli, che spengono quella candelina dei 12 mesi, un anno, in piedi, soffiando da soli, seppur col nostro aiuto. 
 
Presto i 12 mesi diventeranno 18, le tabelle di crescita le consulteremo ancora, però la crescita di questo piccolino sarà sentita più nostra, siamo più sicure. Il primo anno di vita dei piccoli è un’esperienza meravigliosa e totalizzante, loro crescono ormai indirizzati verso un futuro tutto loro, e noi cresciamo con loro. 
 
Una mamma è per sempre, nasce con il suo piccolo e cresce con lui, ogni giorno. 
 
 

 

Arianna Orazi

 

Arianna, blogger e zingara senza scarpe, madre di Tommaso e Flavia, gemelli di 7 anni, e di Lorenzo (detto "Nanuzz"), di 2 anni. Bilingue, trimamma, monogama ed eclettica, naviga nel suo labirinto creativo di fettuccia e scrittura, lavoro e famiglia, alla ricerca del filo che annodi tutti i suoi interessi.

 

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