Il mio piccolo grande uomoDic. 2016

Sono una mamma prematura, una mamma che ha partorito prima di quanto si aspettasse, molto prima, troppo prima! Nulla era ancora pronto: la valigia, il corredino, la culla. Io non ero pronta! Ma tutto si è stravolto..

 

Avevo sempre immaginato quel momento come il più bello della vita, un'esperienza magica, e invece tutto si è tramutato in un incubo. Non c'è una culletta, non ci sono nastri, fiocchi, non c'è il nido, ma la terapia intensiva neonatale. E mi ritrovo difronte ad uno scricciolino che pesa poco più di un chilo, pelle ed ossa, piccolo piccolo piccolo, nel braccino una flebo, nel nasino un sondino, elettrodi sul suo torace minuscolo.

 

E' il mio piccolo miracolo! Ho rischiato di perderlo, ma lui ha lottato, ha lottato tanto, ed ora è lì ad insegnarmi che non bisogna mai arrendersi, lui è il mio piccolo guerriero! Sono una mamma, ma sono una mamma virtuale. Nulla sa di normalità, ho un bimbo ma posso a malapena toccarlo, l'ho sognato tante volte il mio piccino, ora è lì davanti a me e non posso neanche baciarlo. Il bacio di una mamma al suo bambino, la cosa più naturale che esista, per noi non è prevista. Sono degli estranei a dirmi cosa posso e cosa non posso fare con mio figlio, sono degli estranei che mi dicono quando posso stare accanto a lui, quando il mio piccino può stare accanto alla sua mamma.

 

A volte solo 5 minuti, ma anche quando è un'ora, non mi basta mai. E la sera io e il suo papà andiamo via senza di lui, lo salutiamo, fiumi di lacrime vorrebbero scendere dai nostri occhi, ma non possiamo, dobbiamo essere forti, dobbiamo essere degni del nostro guerriero! Contiamo le ore che ci separano da lui, e intanto parliamo sempre e solo di lui, di quando ha sorriso, delle strane pose che ha assunto, di come somigli all'uno o all'altra. E la notte, mentre guardo le sue foto, prego che tutto vada per il meglio, spero che stia dormendo, che non pianga, perché non ci sarà la sua mamma a coccolarlo.

 

Poi arriva il giorno in cui qualcuno al telefono mi dice: "signora, suo figlio è in uscita!" E quello sì, che è il giorno più bello della mia vita, il momento in cui mio figlio nasce davvero. Ed è un turbinio di emozione, paura, gioia, ansia. In una sola parola: felicità! L'esperienza della prematurità, di un figlio che è appena nato e già lotta contro mille ostacoli, di un esserino che deve guadagnarsi il suo posto nel mondo, è una cosa che non si dimentica, che ti segna a vita e ti rende di ferro! E quel figlio è tuo, tuo e basta, e non vuoi che nessuno ti dica come crescerlo, perché nessuno può capire davvero che per te ogni singolo giorno, ogni singolo etto, sono una tua conquista! 

 

Ora il mio piccolo ha due anni, sta bene, è cresciuto ed è un simpaticone, oltre ad essere bellissimo con i suoi foltissimi riccioli biondi! 

 

Io l'ho messo al mondo, ma lui mi ha dato la vita!!! 

 

Marianna Prisco

 

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