Come chiamerai tuo figlio? I Sì e i No da ricordareDic. 2016

È il momento di scegliere il nome del bebè in arrivo!

 

SÌ… a un nome semplice e facile da pronunciare, anche per il bimbo stesso. Ricorda che i doppi (o peggio, tripli) nomi e quelli composti creano spesso pasticci con i documenti e il codice fiscale (per esempio, Maria Grazia o Mariagrazia?). Una regola questa che vale ancor di più per un nome straniero: se è complicato da scrivere o da pronunciare potrebbe

provocare non pochi problemi a tuo figlio. 

 

NO… a più di tre nomi a persona, al nome del padre, di un fratello o di una sorella viventi, a un cognome come nome, a nomi ridicoli o vergognosi. Non si tratta di indicazioni generiche, ma previste dalla legge italiana negli articoli 34 e 35 del decreto n. 396/2000. In caso contrario, cioè di fronte a un nome non accettabile, l’anagrafe può fare una segnalazione al Procuratore della Repubblica che, a sua discrezione, deciderà se intervenire con un’istanza alla prefettura.

 

SÌ… ai nomi stranieri ma con lettere dell’alfabeto italiano, con estensione alle lettere J, K, X, Y, W e, dove possibile, anche con i segni diacritici propri dell’alfabeto della lingua di origine del nome.

 

NO… a un nome troppo impegnativo: tuo figlio dovrà portarlo tutta la vita e quindi sarebbe auspicabile sceglierlo guardando oltre alle mode del momento e ai personaggi del mondo del cinema o dello spettacolo. Evitando, nel contempo, nomi troppo roboanti, come Cleopatra o Teodolinda, o associabili a un temperamento particolare, come Fiamma o Selvaggia.   

 

SÌ… ai nomi scelti in base alla propria storia personale e famigliare, per tenere vive tradizioni antiche. Come attribuire al primogenito il nome del nonno paterno, o dare a tutti i figli, nomi con la stessa iniziale.

 

NO… agli eccessivi condizionamenti provenienti soprattutto dall’ambiente famigliare. Se la coppia è convinta di una scelta, non deve preoccuparsi che sia condivisa da nonni e parenti vari. Se, infatti, da un lato è bene restare aperti alle idee e ai suggerimenti altrui, dall’altro è opportuno non subire trope pressioni, lasciandosi trasportare dal desiderio di accontentare tutti.

 

SÌ… a un nome armonico con il cognome, evitando suoni cacofonici, associazioni imbarazzanti e abbinamenti troppo banali (Mario Rossi per esempio). Tenendo presente che a un cognome molto lungo si adatta un nome breve, mai doppio.

 

NO… a un nome troppo comune. Tuo figlio sarebbe costretto a vivere tra omonimi e potrebbe sentirsi poco valorizzato, anche perchè costretto a usare il cognome o, peggio un soprannome, per farsi identificare a scuola o nel gruppo di amici.

 

SÌ… alla verifica dell’etimologia del nome. Non solo per curiosità. Può succedere che quello che ti sembrava un bellissimo nome, non ti piaccia più a causa del suo significato, come, per esempio, Biagio, che deriva dalla radice blaesius, “balbuziente”.

 

NO… all’associazione di un nome con una persona che, per qualche motivo, ti risulti sgradita o ti ricordi momenti tristi o difficili della tua vita. 

 

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