Ascolto attivo: come imparare a comunicare con i bambiniMarzo 2019

Quante volte vi fermate ad ascoltare davvero quello che dicono i vostri bambini? Quante volte siete sicuri che la comunicazione con i vostri figli non avvenga a senso unico? Ascoltare i piccoli di casa, infatti, è molto importante al fine sviluppare correttamente la loro sfera socio-affettiva e psico-cognitiva. Ma come fare? Come imparare davvero ad ascoltare senza sminuire implicitamente quello che hanno da dire? Possiamo fare affidamento sul cosiddetto ascolto attivo, una metodologia educativa e cognitiva sviluppata negli anni '70 da Thomas Gordon, psicologo statunitense.

 

Cos'è l'ascolto attivo?

 

Ascolto attivo significa prima di tutto prestare attenzione a quello che dicono i bambini, sia pure l'elenco di quello che hanno mangiato a pranzo a scuola. Ascoltare attivamente, in questo senso, significa prima di tutto comprendere quello che stanno dicendo, riflettendo poi su quanto dicono senza mai sminuirlo o giudicarlo. L'indifferenza, infatti, è la peggior nemica della buona comunicazione. 

 

Eppure ascoltare attivamente non è così facile come sembra: in una vita piena di impegni come la nostra, spesso ci si ritrova - inconsapevolmente - ad annuire meccanicamente a quello che dicono i nostri figli senza ascoltare veramente quello che che ci stanno comunicando; ogni adulto, quotidianamente, è bombardato da continui stimoli, ansie, pensieri e preoccupazioni che gli impediscono di concentrarsi adeguatamente sul dialogo con i propri bambini. 

 

Rassicurati dal fatto che si tratta, spesso, di un comportamento involontario, possiamo quindi allenarci all'ascolto attivo, così da fare del bene allo sviluppo emozionale dei nostri figli, imparando allo stesso tempo a relazionarci correttamente con loro. In un mondo in cui tutti parlano ma pochi sono disposti ad ascoltare, l'ascolto attivo fa realmente la differenza.

 

Come imparare ad ascoltare attivamente: le "regole" dell'ascolto attivo

 

Ascolto attivo non significa mettersi a servizio dei propri figli e del loro fiume in piena di esperienze che non vedono l'ora di raccontare. Ascoltare attivamente, infatti, significa innanzitutto predisporsi alla comunicazione: se per qualsiasi motivo pensi che il momento non sia adatto ad ascoltare quello che ha da dire il tuo bambino, rimanda la conversazione spiegandogli perché non è il momento giusto per parlare.

 

Trovato il momento giusto, potete finalmente ascoltare: mentre il vostro bimbo sta parlando rimanete in silenzio, guardatelo negli occhi ma osservatene i movimenti, così da cogliere anche quello che ci sta comunicando con la sua gestualità. Se siete uno di fronte all'altro, inginocchiatevi alla sua altezza cosicché il bambino possa capire e comprendere che ha tutta la vostra attenzione e, dall'altro lato, voi potrete ascoltarlo meglio.

 

Interessatevi a quello che ha da dire il vostro bimbo, fategli domande, riassumete quello che ha appena detto per confermare il fatto che avete capito di cosa sta parlando. Se, per esempio, il vostro bambino cade e si sbuccia il ginocchio, potrebbe dire semplicemente "mi sono fatto male!"; a quel punto il genitore potrebbe elaborare il pensiero del proprio bambino dicendo "sei caduto e ti sei sbucciato il ginocchio, sei un po' spaventato dal fatto che esca il sangue?". In questo modo il genitore ha decodificato la paura inespressa del bambino, dandogli allo stesso tempo la certezza del fatto che ha compreso benissimo quello che stava esprimendo attraverso la sua comunicazione verbale e non.

 

Qualora il bambino vi comunichi qualcosa di inatteso, un sentimento o un fatto che non corrisponde al vostro sentire, provate ad accettare questa nuova emozione e abbiate fiducia in lui: ogni bambino deve imparare e fare esperienza del mondo, senza sentirsi costantemente giudicato dalle sue persone di riferimento, ovvero mamma e papà. Ascolto attivo, infatti, significa prima di tutto empatia e comprensione: una volta che ha finito di parlare, potrete discutere insieme quello che ha appena comunicato, o trovare insieme la soluzione a un eventuale problema.

 

Se vostro figlio non è particolarmente chiacchierone o non vi mostra abbastanza il suo vissuto o il suo mondo interiore, incoraggiate il bambino al dialogo e applicate poi l'ascolto attivo: in questo modo imparerà ad aprirsi con voi e, allo stesso tempo, avrà a disposizione i mezzi adeguati per imparare a comunicare correttamente.

 

Quelli appena descritti sono piccoli accorgimenti grazie ai quali riuscirete a instaurare un dialogo fruttuoso e armonioso con i vostri figli, che si sentiranno accettati nella loro individualità.

 

 

Imparare ad ascoltare, d'altro canto, significa anche farsi ascoltare, avvalorando così il ruolo di guida che ogni genitore ha nei confronti dei propri figli.

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