Nella pianificazione di una gravidanza, il periodo fertile gioca un ruolo di primaria importanza: è infatti il lasso di tempo in cui, se si ha un rapporto sessuale, lo spermatozoo può fecondare l’ovulo raggiunto.

Al contrario dell’uomo, che produce spermatozoi per la sua intera vita fertile, la donna produce un numero limitato di ovociti: solo uno al mese per ovaia. È quando l’ovocita si origina, che le probabilità di rimanere incinta sono maggiori.

Ma come si calcola il periodo fertile di una donna, e quali sono i suoi sintomi?

Quali sono i giorni fertili?

I giorni fertili sono solamente una fase del ciclo mestruale. Questo, che dura in media 28 giorni, comincia con la fase pre-ovulatoria, prosegue con la fase ovulatoria e termina con la fase post-ovulatoria.

Durante la fase pre-ovulatoria gli ormoni stimolano l’ovaia a sviluppare i follicoli, che contengono gli ovociti e che producono estrogeni. Nel corso della fase ovulatoria, che dura 24 ore, l’ovocita fuoriesce dal follicolo che viene trasformato in corpo luteo: la fecondazione può dunque avvenire. Terminata l’ovulazione, durante la fase post-ovulatoria, l’ovocita si sposta verso l’utero mentre il corpo luteo agevola qui l’impianto dell’ovocita fecondato.

Se la fecondazione è avvenuta, l’ovocita si sistema nell’utero dando origine alla gravidanza; se la fecondazione non è avvenuta, il rivestimento interno dell'utero si sfalda e origina dunque le mestruazioni. La fecondazione, se avviene, avviene nella tuba. L’ovocita espulso dal follicolo si sposta infatti lentamente nella tuba e vive per 72 ore: lo spermatozoo ha a disposizione però solamente la metà del tempo per fecondarlo.

I giorni fertili sono dunque solo due? No: sono circa 5, poiché bisogna considerare anche qualche giorno prima rispetto alla fase pre-ovulatoria.

Calcolo del periodo fertile: come effettuarlo

Il calcolo dei giorni fertili può essere effettuato secondo diverse modalità.

La prima metodologia è quella del calendario (metodo Ogino-Knaus), e sfrutta i tanti calcolatori presenti online. Basta inserire la data dell’ultima mestruazione, e il numero di giorni che intercorrono di norma tra la sua fine e l’arrivo della mestruazione successiva, per ottenere il calcolo dei giorni fertili. Nella maggior parte delle donne il ciclo mestruale dura 28 giorni, ma non è così improbabile che sia più lungo o più corto: può arrivare a 34 giorni, oppure ridursi a 24.

A contare, in ogni caso, sono i 14 giorni prima della mestruazione successiva. Tuttavia, è necessario che il ciclo mestruale sia regolare: in alcune donne le mestruazioni si verificano dopo 24 giorni, poi dopo 28, infine dopo 26, rendendo il metodo del calendario decisamente inaffidabile.

Un’altra metodologia per il calcolo del periodo fertile è la temperatura basale. Dopo l’ovulazione, questa è più alta di 0,2-0,5°C e supera generalmente i 37°C per via del progesterone: rimane più elevata per 12-15 giorni, fino all’arrivo della mestruazione successiva. La misurazione deve essere effettuata sempre con lo stesso termometro, la mattina, prima di alzarsi dal letto.

Infine, è possibile accorgersi dell’ovulazione osservando il muco cervicale: nei giorni precedenti diventa infatti più fluido e viscoso, simile all’albume, ed è possibile vederlo sulla biancheria intima. Dopo l’ovulazione è invece appiccicoso e denso.

Per avere una sicurezza in più, è possibile acquistare uno stick per l’ovulazione. Simili ai test di gravidanza, consentono di rilevare nelle urine la presenza di LH ed estradiolo (gli ormoni che regolano l’ovulazione): se danno un risultato positivo, vuol dire che la fase ovulatoria sta per cominciare e che ci si trova nel periodo più propizio per cominciare una gravidanza.

Periodo fertile, i sintomi

Quali sintomi avverte la donna nel suo periodo fertile? I più evidenti sono, per l’appunto, la presenza del muco cervicale e l’aumento della temperatura basale. Inoltre, è possibile avvertire dolore e gonfiore al basso ventre, tensione al seno, un maggior desiderio sessuale, un aumento dell’appetito e alcuni cambiamenti nell’umore.

Sottraendo 18 giorni dalla durata del più breve dei cicli precedenti, e 11 dal più lungo, è possibile ottenere l'intervallo fertile. E se in quell’intervallo si avvertono i sintomi sopra descritti, è probabile che - con un rapporto sessuale non protetto - si resti incinte.